Lavori Pubblici

Dissesto idrogeologico, Bologna chiede al Governo 25 milioni

Alessia Tripodi

La richiesta del Comune per interventi di messa in sicurezza dell'area metropolitana contro frane e alluvioni

Fondi per 25 milioni di euro per realizzare una ventina di interventi di messa in sicurezza dell'area metropolitana di Bologna contro il rischio di frane e dissesto idrogeologico. E' la richiesta avanzata al Governo dal comune del capoluogo emiliano che, attraverso la regione Emilia Romagna, ha recapitato l'istanza al commissario governativo che sta mettendo a punto il piano nazionale anti dissesto da nove miliardi in sette anni.
Per quando riguarda Bologna, insieme all'intera area metropolitana, alla regione e all'autorità di bacino, il comune ha messo in fila un programma appunto di 25 interventi, di cui solo tre riguardano la città, tra cui una serie di progetti contro le frane in collina, per circa 3milioni di euro, e alcune opere di messa in sicurezza dei canali Navile e Aposa.

«Ora vediamo dal governo che cosa arriva, noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare»- dice l'assessore ai Lavori pubblici di Palazzo D'Accursio, Riccardo Malagoli, spiegando che «finalmente si tiene conto delle ricadute che gli eventi climatici hanno sulle aree metropolitane» e che «dal Governo arriva il messaggio importante che si fa prevenzione per evitare disastri». E aggiunge: «in tre settimane hanno fatto un piano che mancava da anni, stanno lavorando celermente. Speriamo che nel giro di breve ci dicano dove vanno i primi fondi».
In primavera intanto dovrebbero partire i lavori per il consolidamento del Pontelungo, sul Reno, per circa 3 milioni di euro. Le ultime indagini fatte sulle fondazioni della struttura, riferisce l'assessore all'Ambiente del Comune, Patrizia Gabellini, hanno permesso di «individuare alcune fragilità murarie», su cui si interverrà appena le condizioni meteorologiche saranno più favorevoli. Nei giorni scorsi, intanto, sono stati rimossi i cumuli di legname che il fiume ha portato a valle dalla montagna e che, come al solito, si era incagliati contro i piloni del ponte. Un intervento che, rispetto ai precedenti, ha permesso di «risparmiare- spiega Gabellini- perché abbiamo ingaggiato un'azienda che non solo ha tolto il legname dall'acqua, ma lo ha anche riciclato».


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