Lavori Pubblici

Veneto, patto per la città di imprese e ordini: più recupero, meno consumo di suolo

Limitare la corsa al consumo di suolo della regione più costruita d'Italia: un documento congiunto sottoscritto da 18 tra categorie, ordini professionali, associazioni e università del Veneto nel corso

Un manifesto per "tornare alla città" e limitare la corsa al consumo di suolo della regione più costruita d'Italia. Per riqualificare quartieri degradati e capannoni abbandonati, per migliorare la qualità della vita e l'inclusione sociale dei centri urbani, per innescare processi economici ad alto tasso di lavoro per le imprese e i lavoratori del settore edile. Sono i contenuti di un documento congiunto sottoscritto quest'oggi da 18 tra categorie, ordini professionali, associazioni e università del Veneto nel corso di un convegno sulla "Rigenerazione Urbana" svoltosi nell'aula magna "Galilei" dell'Università di Padova.

Realtà regionali che in passato hanno percorso cammini spesso conflittuali si trovano oggi insieme per esprimere un indirizzo comune sulle politiche di sviluppo urbano della regione. Insieme costruttori (Ance) e Legambiente, gli ordini professionali degli architetti, degli ingegneri, dei geologi, degli psicologi, degli agronomi e le organizzazioni sindacali del settore edile. E poi ancora la sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Veneto, l'Università di Padova, lo Iuav di Venezia, l'Istituto nazionale di Bioarchitettura, Unioncamere Veneto, l'Istituto nazionale di Urbanistica, i Gruppi di Azione Locale (Gal) e il Consorzio di bonifica Bacchiglione.

«Quello che ci prefiggiamo – ha spiegato Giuseppe Cappochin, in rappresentanza della federazione regionale degli architetti – è che i programmi di rigenerazione urbana siano finalizzati d'ora in poi a porre un limite all'espansione edilizia, prevedendo uno sviluppo del tessuto urbano per implosione anziché per esplosione, e a riconvertire parti significative delle città del Veneto oggi inadeguate sotto il profilo statico, energetico, funzionale, sociale e architettonico».

I 18 soggetti aderenti hanno dato vita a un coordinamento, denominato «Patto per una rigenerazione urbana sostenibile», che si impegnerà a creare un osservatorio per l'analisi delle strategie europee di rigenerazione urbana e dei programmi di finanziamento disponibili, avviare un programma di formazione di professionisti e operatori, diventare un riferimento e un interlocutore per la Regione e i Comuni, costruire un sistema di comunicazione e di informazione.

«Il mercato – ha aggiunto Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto – è già orientato al recupero del patrimonio immobiliare esistente: il 65% del valore della produzione del settore edile riguarda interventi sul costruito. Quello che stiamo sperimentando è un nuovo modello di governance, che parte dal basso, stimola una responsabilità diffusa e punta ad alleggerire il peso burocratico dei sistemi tradizionali».


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