Lavori Pubblici

Toscana, scontro nel Pd sul piano paesistico della Regione

Fuoco amico sul piano paesaggistico della Regione Toscana. Il partito democratico affonda il piano di indirizzo territoriale con valore di piano paesaggistico curato dall'assessore all'urbanistica, Anna Marson. A prendere carta e penna é il responsabile delle attività produttive dei democrats toscani, Leonardo Marras che parla di «approccio accademico del piano« che «d'altra parte, ha messo in evidenza un pregiudizio culturale che si é tradotto nella logica dei divieti a discapito di quella degli incentivi, relegando in secondo piano le politiche per l'agricoltura».

Il nodo del contendere sono i vincoli all'espansione del settore vitivinicolo, ma non solo. Le schede di dettaglio del piano urbanistico, in base a quanto lamentato dalle associazioni dei coltivatori, taglierebbero le gambe a ogni prospettiva di crescita. La tensione é salita a tal punto da spingere nei giorni scorsi lo stesso governatore, Enrico Rossi a incontrare il marchese Lamberto Frescobaldi nella sua tenuta di castello di Nipozzano per siglare una pace con la categoria, assicurando lo sblocco di 100 mila ettari di terreni diventati incolti negli ultimi anni.

Il giudizio complessivo che trae Marras del Pit é ancora più tranchant, tanto da sostenere che il piano paesaggistico «appare un leviatano burocratico amministrativo che rischia di aggravare enormemente il carico degli adempimenti a carico di imprese e autonomie locali». Uno spunto per sollecitare gli agricoltori, tramite le loro associazioni, a farsi avanti nel presentare le osservazioni al pit: «é troppo importante quindi affrontare questa fase con grande concretezza sapendo di trovare la regione disponibile a cambiare e a dotarsi di uno strumento davvero utile per tutela e sviluppo - scrive Marras-. Per tutti questi motivi é bene che tutti presentino le proprie
osservazioni al Pit, nella convinzione che la Regione le vaglierà, restituendo un atto molto più chiaro e snello, capace di proteggere e tutelare ma anche di garantire lo sviluppo di tutta la toscana».

Le complicazioni procedurali per i comuni che dovranno trasmettere i piani strutturali e i regolamenti urbanistici alla regione e al ministero per il vaglio di compatibilità, la reintroduzione della conferenza dei servizi per i piani attuativi che investono dei beni paesaggistici, il doppio parere per l'autorizzazione paesaggistica per i beni sottoposti al vincolo (da parte della commissione comunale e della sovrintendenza) e l'estensione della legge ex galasso a tutti i corsi d'acqua «complicando oltremodo le pratiche agricole e moltiplicando i procedimenti«. Sono questi i rimproveri principali di Marras al lavoro dell'assessore Marson.


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