Lavori Pubblici

Limitazioni in altezza e nelle cubature, Vento in retromarcia sul Piano casa-ter

Franco Tanel

Dopo le proteste dei sindaci la regione annuncia modifiche in senso restrittivo alle norme sugli ampliamenti. Giro di vite in arrivo anche per le esenzioni sugli oneri di urbanizzazione

Continua il confronto in Veneto sul Piano Casa Ter, (LR 32 del 29/11/2013) con il quale la Regione ha ulteriormente prorogato le norme che agevolano la ristrutturazione edilizia e che ha incontrato la fiera opposizione dei comuni. Nei giorni scorsi l'Anci Veneto ha "aperto" alle modifiche anticipate in un incontro dal vicepresidente della Regione con delega all'urbanistica Marino Zorzato. Modifiche che dovrebbero essere oggetto entro alcune settimane di una circolare esplicativa e di alcune modifiche legislative. I principali comuni capoluogo invece mantengono la loro posizione di contrarietà assoluta. Ma cosa prevedono le modifiche proposte all'Anci da Zorzato? Tra le più attese c'è quella che limita a un solo piano la possibilità di ampliare in altezza gli edifici esistenti (mentre fino ad oggi è «fino al 40% dell'altezza attuale»); dovrebbe anche essere cassata la norma che consente gli ampliamenti «fino a 200 metri» dal volume originario e con ogni probabilità si tornerà al testo approdato in aula e poi modificato con un emendamento che parla di «lotto limitrofo».

La Regione si è poi impegnata a rivedere in chiave più restrittiva il novero delle esenzioni dal pagamento degli oneri di urbanizzazione, in modo da non penalizzare troppo le casse dei Comuni. Infine ci sono i bonus per la demolizione e ricostruzione, che arrivano in alcune situazioni fino all'80 per cento. In questo caso gli interventi che riguardano grandi cubature devono essere sottoposti all'approvazione di un Piano attuativo, che permette alle amministrazioni di mantenere un certo controllo sui cantieri più impattanti. Altro tema sul tavolo era il ripristino del cosiddetto «potere dei sindaci»: la Regione si impegna a individuare una procedura più snella di quella attuale in materia di varianti, (al massimo 60 giorni) e che sarà poi estesa anche ai Comuni che non hanno ancora approvato il Pat (che altrimenti sarebbero esclusi), così da permettere ai consigli comunali di vincolare singoli edifici o zone di pregio impedendo l'applicazione dei bonus del Piano. «Valuteremo adesso quali di queste modifiche al Piano dovranno prendere la forma di una legge, e in questo caso provvederemo ad inserirle nel provvedimento sul consumo del suolo in discussione in commissione Urbanistica- spiega Zorzato- il resto, invece, sarà oggetto di una circolare che confido possa essere pronta al più tardi tra un mese»

Dicevamo che invece la posizione dei principali comuni capoluogo di provincia Venezia, Padova, Vicenza e Treviso ( tutti a guida centrosinistra a differenza della Regione che è in mano la centrodestra) rimane di contrarietà assoluta. I quattro sindaci rilanciano la loro proposta elaborata in un incontro a Venezia di qualche settimana fa. I punti sostanziali sono la possibilità per i comuni di deliberare entro 90 giorni limiti e modalità dei bonus del Piano secondo una valutazione della loro sostenibilità paesaggistica urbanistica, ambientale ma anche finanziaria, la revisione delle esenzioni di pagamento per gli oneri di urbanizzazione con "rimborso" -immaginiamo da parte della Regione - del minor introito per le casse comunali, e l'istituzione di un elenco annuale degli interventi autorizzati nei comuni che contenga per ognuno il volume o la superficie di ampliamento autorizzati.

Infine per quanto riguarda le norme le norme che il 24 gennaio sono state impugnate dal Consiglio dei Ministri, su proposta dell'allora ministro degli Affari regionali Graziano Delrio, in Regione si spiega che, per intervenire sulla sagoma e sul rischio idrogeologico, sarà necessario inserire alcuni articoli all'interno di una legge attualmente all'esame del consiglio (probabilmente quella sul consumo del suolo) oppure, per accelerare i tempi varare una normativa ad hoc. Per ora in ogni caso è confermata la controversia con il Governo.


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