Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, il piano statale va avanti: il Tar nega la sospensiva ai ricorrenti

Franco Tanel

Il Tribunale amministrativo risponde ai comuni che hanno impugnato la graduatoria regionale: Il ricorso non è fondato perché la regione ha fatto solo un'azione di carattere istruttorio, la decisione è stata del ministero

Nessuno stop in Veneto all'assegnazione dei fondi del Decreto Fare per gli interventi urgenti nelle scuole, in tutto 10 milioni di euro per lavori da avviare entro la fine di questo mese. La terza sezione del Tar del Veneto infatti, in data 6 febbraio, ha respinto richiesta di sospensiva (e successivo annullamento) della graduatoria ufficializzata dal Ministero dell'Istruzione presentata dal comune vicentino di Valdagno, che si era visto escluso dall'elenco che la Regione Veneto aveva approvato e inviato a Roma.

Piuttosto chiare le motivazioni del rigetto: «Il ricorso non presenta sufficienti elementi di fondatezza - scrive il Tar Veneto - in quanto nella procedura la Regione sembra svolgere attività di carattere istruttorio, mentre la decisione finale è rimessa all'Amministrazione centrale, e un'interpretazione sistematica della disciplina applicabile induce a ritenere finanziabili e quindi ammissibili a contributo, solo gli interventi relativi a progetti il cui inizio dei lavori non sia già iniziato; infatti viene fatto riferimento alla immediata cantierabilità degli interventi, che secondo logica presuppone che i lavori non siano iniziati o non siano già in corso».

Il ricorso presentato dal Comune di Valdagno (avvocato Nicola Zampieri) puntava principalmente su due argomenti. Il primo, in sintesi, è che il Comune di Valdagno aveva partecipato alla selezione dei progetti ed era stato ammesso dalla Regione Veneto, in base ai requisiti e alle condizioni stabilite dalla Regione stessa e chiaramente rese note prima della stesura della graduatoria. Il Miur invece, a graduatorie già completate, ha cambiato i criteri di ammissibilità, escludendo i progetti con i lavori già avviati. Il secondo punto è che il Ministero privilegia progetti che altrimenti non avrebbero copertura economica, ma chiede che essi, per essere ammessi, siano a livello di «esecutivo immediatamente cantierabile». Secondo il Comune di Valdagno questo è contraddittorio, perché un'opera a livello di progetto esecutivo immediatamente cantierabile, per legge, deve già avere copertura economica nel bilancio del comune stesso. E quindi il criterio adottato è sbagliato.

«Abbiamo sessanta giorni per decidere se ricorrere al Consiglio di Stato - ragiona il sindaco di Valdagno Alberto Neri- faremo un approfondimento sugli aspetti strettamente legali della sentenza del Tar con il nostro avvocato e poi in giunta decideremo come muoverci. Adesso è prematuro dire come ci orienteremo, valuteremo tempi e naturalmente costi di un eventuale ulteriore ricorso». Chi tira un sospiro di sollievo sono i sindaci degli altri Comuni veneti destinatari dei finanziamenti, che avevano espresso preoccupazioni per un eventuale blocco di tutta la procedura. La Regione in ogni caso aveva già fatto presente di avere un fondo speciale di 20 milioni di euro per le scuole con il quale risolvere eventuali emergenze di Comuni non inseriti nella graduatoria. E' possibile quindi che la vicenda si chiuda senza ulteriori ricorsi alla giustizia amministrativa con un confronto diretto tra il Comune di Valdagno e la Regione stessa.

Scarica il ricorso al Tar Veneto del Comune di Valdagno (link )


© RIPRODUZIONE RISERVATA