Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, al comune di Napoli il primo round del contenzioso

Francesco Nariello

Nella controversia sul piano di edilizia scolastica, il Tar Campania ha concesso la sospensiva al Comune di Napoli che aveva contestato la graduatoria regionale. Udienza il 12 marzo

Appalti bloccati in attesa della pronuncia del Tar. Per sapere quali e quanti saranno gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole che potranno partire in Campania - con i 18 milioni destinati dal decreto "del fare" - bisognerà aspettare almeno il prossimo 12 marzo: è questa, infatti, la data in cui è fissata l'udienza del tribunale amministrativo regionale che dovrà esprimersi sul ricorso del Comune di Napoli contro il metodo utilizzato dalla Regione per stilare la graduatoria dei progetti beneficiari. Nel frattempo, però, è scattata la sospensiva - concessa dallo stesso Tar - che, di fatto, blocca le procedure in corso.

In ballo, in sostanza, c'è la validità dell'intera lista di progetti selezionati dalla Regione. La vicenda, infatti, nasce dalla decisione da parte dell'amministrazione campana di fissare delle soglie per il numero di progetti ammissibili, per ciascun comune, in base alla popolazione residente: uno per gli enti locali fino a 10mila residenti, due fino a 100mila e tre oltre tale cifra. Un sistema che ha portato a scartare subito, tra l'altro, cinque degli otto progetti presentati dal Comune di Napoli, mentre i tre inizialmente ammessi sono stati "cassati" per mancanza di documentazione. Una situazione che ha spinto Palazzo San Giacomo a presentare ricorso al Tar, che - lo scorso 20 novembre - ha concesso la sospensiva.

Le probabilità di dover rifare daccapo la graduatoria appaiono alte, anche perchè il Tar, motivando la misura cautelare, sembra aver fatto proprie le valutazioni poste alla base del ricorso dal Comune partenopeo. La clausola di sbarramento numerico - si legge infatti nell'ordinanza di sospensiva - «appare iniqua (perché utilizza un criterio disomogeneo rispetto a quelli fissati in sede ministeriale), incongrua (perché non presenta relazione con gli obiettivi propri del finanziamento) ed irrazionale (perché comprime inutilmente la possibilità per gli enti locali di presentare tutti i progetti ritenuti utili per il reintegro del patrimonio scolastico)».

«Attendiamo la sentenza definitiva, anche se le motivazioni con cui è stata confermata la sospensiva fanno ben sperare», afferma Annamaria Palmieri, assessore alla scuola e all'istruzione di Napoli, che aggiunge: «Indipendentemente dal giudizio di merito sui nostri progetti che sono stati bocciati, riteniamo che lo sbarramento utilizzato dalla Regione per formare la graduatoria contraddica qualsiasi principio di perequazione nella ripartizione delle risorse. Basti pensare che Napoli sfiora il milione di abitanti, con la presenza di 400 plessi scolastici, e non ha neanche un intervento finanziato».

A costituirsi contro la decisione del Tar - che ha comunque respinto l'istanza di revoca della sospensiva e confermato l'udienza al 12 marzo -, oltre alla Regione Campania, sono stati la provincia di Salerno e sei comuni. Tra questi c'è Poggiomarino (Napoli), con un progetto da 250mila euro per la messa in sicurezza e riqualificazione di un plesso scolastico: «La gara si è chiusa ai primi di febbraio e i lavori sono stati affidati - dice il sindaco, Pantaleone Annunziata -, il cantiere, però, non può partire in attesa della pronuncia del Tar. La domanda è - aggiunge il primo cittadino -: perchè il Comune di Napoli non ha fatto ricorso prima che la graduatoria fosse definita?»

Diversi municipi hanno comunque deciso di portarsi avanti, per farsi trovare pronti ad appaltare i lavori entro il 30 giugno (data fissata dal "milleproroghe" per le Regioni in cui la graduatoria è stata sospesa dai Tar). È il caso di San Potito Ultra (Avellino), cui sono stati attribuiti oltre 1,9 milioni - uno dei finanziamenti più alti - per il recupero della scuola Madre Teresa di Calcutta: «Abbiamo deciso di far partire la gara indipendentemente dal giudizio pendente - dice Tommaso Pasquariello, responsabile ufficio tecnico -, poi subordineremo l'affidamento lavori alla conferma definitiva del finanziamento». A Terzigno (Napoli), fa sapere Giuseppe Sabini, responsabile ufficio tecnico, «addirittura non sapevamo nulla del ricorso ed abbiamo già individuato il vincitore della gara». Oltre a Napoli, altri quattro comuni hanno fatto ricorso per l'esclusione dei propri progetti: Altavilla Silentina (Salerno), Bacoli (Napoli), Cusano Mutri (Benevento) e Montoro Superiore (Avellino). Per quest'ultimo - il cui progetto è stato bocciato per la mancata indicazione dell'oggetto sulla busta della domanda - il Tar ha fissato l'udienza di merito per prossimo 6 novembre.

Scarica l'atto del Tar Campania con il quale è stata concessa la sospensiva ai ricorrenti (link )


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