Lavori Pubblici

Calabria, 640 milioni per il piano contro il rischio irdogeologico

L'assessore alle Infrastrutture e ai lavori pubblici della Regione Calabria, Giuseppe Gentile, ha annunciato che «la Regione Calabria ha in programma interventi strutturali per 640 milioni di euro per quanto riguarda il nuovo piano di difesa da rischio idrogeologico».
Un piano che è stato concepito seguendo prevalentemente la logica della «programmazione efficace» rispetto a quella usuale del «ripristino post-evento» che si persegue in caso di danni provocati da eventi meteorici avversi. La Regione, nell'ultimo decennio, è stata sottoposta a intensi e ripetuti fenomeni atmosferici, che ne hanno compromesso in modo significativo il già debole assetto geomorfologico del territorio. In questa occasione, dopo le Province di Crotone e Catanzaro, è stato il litorale ionico reggino a essere flagellato da una intensa perturbazione atmosferica che ha causato frane, esondazioni e fortissime mareggiate lungo la costa. «E così - ha evidenziato l'assessore Gentile - sebbene in questa occasione per fortuna non si sono
registrate vittime o danni alle persone, si è ripetuto tuttavia un copione ormai noto: abitazioni pericolanti o a rischio sgomberate, viabilità principale e secondaria compromessa, acquedotti interrotti, gravissimi danni al patrimonio archeologico e storico-culturale con perdite di valore inestimabile».

«In questo contesto - ha proseguito Gentile -, con il Presidente Scopelliti, oltre alla conta dei danni, stiamo cercando di focalizzare l'attenzione sulle attività di programmazione che per la prima volta in Calabria registrano l'ambizioso obiettivo di invertire il rapporto tra spese emergenziali e spese ordinarie in prevenzione, ancora oggi troppo sbilanciato in favore delle prime. Infatti, dopo l'alluvione di Soverato, ad oggi, sono stati spesi per interventi strutturali post
alluvione, oltre 750 milioni di euro (a parte i fondi utilizzati per pagare i danni ai privati colpiti dalle varie calamità) a fronte di una bassa programmazione ordinaria da parte del Ministero dell'Ambiente. A questo scopo, malgrado le enormi difficoltà con le quali l'Autorità di Bacino si trova quotidianamente ad operare a causa di un quadro normativo lacunoso e spesso conflittuale, che genera sovrapposizioni di competenze e criticità amministrative, si stanno
mettendo in campo programmi strutturali efficaci la cui attuazione sicuramente consentirà di ridurre il notevole gap fra le spese impegnate in regime emergenziale rispetto a quelle utilizzate per le programmazioni ordinarie. Per questo motivo, in prospettiva di una nuova ripartizione di risorse finalizzate alla realizzazione di interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico da parte del Ministero dell'Ambiente, é nata l'esigenza di predisporre un nuovo
piano di difesa idrogeologica non più basato su segnalazioni, ma su specifici progetti».

In questa situazione, l'approvazione del nuovo piano di difesa del suolo da parte del Comitato Tecnico dell'Autorità di Bacino, presieduto dal segretario generale Salvatore Siviglia, è avvenuta dopo che la stessa Autorità di Bacino e il Dipartimento diretto da Domenico Pallaria, hanno verificato i requisiti di ammissibilità di 452 proposte progettuali pervenute dai comuni e dalle province per un importo complessivo di 640 milioni di euro.
«Il Piano degli interventi approvato - ha aggiunto l'assessore - interessa per il 53% il rischio da frane, il 34% riguarda interventi sui fiumi e il 13% interessa la mitigazione del rischio da erosione costiera. Infatti, nella nuova programmazione, sono stati inseriti 10 nuovi progetti per un importo complessivo di 41 milioni di euro che si aggiungono ai 40 già finanziati e per i quali è in corso la pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione delle opere».


© RIPRODUZIONE RISERVATA