Lavori Pubblici

Terre e rocce da scavo, il modello di autodichiarazione dell'Arpa Lazio

Giuseppe Latour

Pubblicate le indicazioni operative per applicare le norme nazionali in vigore, ultime quelle del decreto 69/2013 - Controlli a campione sulla verificità delle dichiarazioni

Modello di autodichiarazione, controlli sui documenti, invio tramite posta elettronica certificata, richieste di rettifica. L'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Lazio si aggiunge alla lunga lista delle amministrazioni che hanno fornito alle proprie imprese indicazioni operative sull'applicazione delle nuove regole in materia di gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti nei piccoli cantieri. E pubblica un pacchetto composto da un modulo tipo per l'autocertificazione e una circolare contenente alcune indicazioni operative (le istruzioni dell'Arpa Lazio su Terre e rocce da scavo ).

La circolare ricostruisce, anzitutto, le ultime vicende legate alla disciplina delle terre e rocce da scavo. E ricorda che, con la conversione in legge del decreto Fare (Dl n. 69/2013) dal 21 agosto del 2013 «sono in vigore le nuove disposizioni per la gestione dei materiali da scavo che non provengono da attività o opere soggette a valutazione d'impatto ambientale o ad autorizzazione integrata ambientale», per le quali invece continua a valere quanto previsto dal decreto ministeriale 10 agosto 2012, n. 161.
In sostanza, viene introdotta una disciplina semplificata per la gestione dei materiali come sottoprodotti e non come rifiuti se il produttore dimostra che è certa la destinazione all'utilizzo direttamente presso uno o più siti o cicli produttivi determinati; che, in caso di destinazione a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo, non sono superati i valori delle «concentrazioni soglia di contaminazione» definiti dal Codice ambiente; che, in caso di destinazione ad un successivo ciclo di produzione, l'utilizzo non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni; che non è necessario sottoporre i materiali da scavo ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere.

Tutti questi elementi andranno indicati in un'autodichiarazione (il modello pubblicato dall'Arpa Lazio ), il cui modello è stato appena predisposto dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio. Una volta completate le operazioni di scavo, il produttore dovrà, in ogni caso, confermare all'Arpa che i materiali da scavo sono stati completamente utilizzati secondo le previsioni comunicate.

A tale riguardo, l'Arpa dà alcune indicazioni operative molto utili. In generale, l'utilizzo dei materiali da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti. Quindi il trasporto di tali materiali è accompagnato, qualora previsto, «dal documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta o dalla scheda di trasporto». Sul fronte dell'autodichiarazione, poi si precisa che, «trattandosi di una attestazione del rispetto delle condizioni previste», non è prevista espressione di parere da parte di Arpa Lazio. L'Agenzia è semplicemente tenuta ad effettuare «idonei controlli, anche a campione in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni».

Laddove si riscontrino irregolarità od omissioni rilevabili d'ufficio, non costituenti falsità, «il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia all'interessato di tale irregolarità». Questi è tenuto a regolarizzare la sua situazione, altrimenti il procedimento viene bloccato. «Pertanto – precisa l'Arpa - in mancanza di regolarizzazione o completamento della dichiarazione, i materiali da scavo devono essere gestiti nell'ambito della disciplina dei rifiuti».

Il trattamento non autorizzato come sottoprodotti può dare anche luogo a reato, di cui la Regione è tenuta a informare immediatamente le autorità competenti. Infine, bisogna tenere presente che è preferibile l'invio dell'autodichiarazione tramite posta elettronica certificata.


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