Lavori Pubblici

La Toscana adotta il piano paesistico, «ora meno discrezionalità nei pareri»

Silvia Pieraccini

«Un piano ciclopico» spiega il governatore Enrico Rossi (25 dvd di cartografie ed elaborati, il 60% del territorio tutelato - L'assessore Marson: «regole trasparenti per uno sviluppo sostenibile»

Un percorso tormentato, che taglia (per la seconda volta) il primo traguardo: il Piano paesaggistico della Toscana in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, firmato questa volta dall'assessore Anna Marson, è stato adottato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, che ora l'ha inviato al Consiglio con un "carico" di 25 dvd contenenti cartografie e elaborati.
Sono passati sette anni dalla prima intesa (del gennaio 2007) tra Regione Toscana e ministero dei Beni culturali (all'epoca guidati da Claudio Martini e Francesco Rutelli) che dava il via alla pianificazione congiunta del territorio per evitare scempi ambientali come le villette di Monticchiello, nel Senese. Da allora è stato elaborato un Piano paesaggistico adottato dalla Giunta e dal Consiglio (nell'estate 2009), che «si è rivelato troppo difforme da quanto richiesto in sede di co-pianificazione Stato-Regione», spiega la stessa Regione, e che dunque è stato accantonato.

Con l'avvio della nuova legislatura regionale, si è ripreso a lavorare al Piano col contributo degli atenei toscani e di giovani ricercatori e, in due anni di lavori, riferisce l'assessore Marson, è stata approfondita la conoscenza dei fattori e delle relazioni che definiscono i diversi paesaggi toscani, e la loro percezione, e sono stati codificati i valori, le criticità e la disciplina delle aree interessate da vincoli paesaggistici, che sono nel complesso 365, oggetto nel tempo di appositi decreti ministeriali. Queste aree sottoposte a vincoli paesaggistici, insieme con le aree vincolate per legge come coste, fiumi, torrenti e corsi d'acqua, territori coperti da foreste e boschi, sono state contestualizzati, specificate e disciplinate in coerenza con le conoscenze, le interpretazioni e le discipline strutturate dal piano per l'intero territorio regionale.
«Un piano ciclopico - lo definisce ora il presidente toscano Enrico Rossi, - che riduce la discrezionalità sugli interventi con l'obiettivo di evitare speculazioni e ecomostri e tutelare il carattere di bene comune del nostro paesaggio».
Un paesaggio che, aggiunge Rossi, tra vincoli apposti per decreto e vincoli della legge Galasso, è tutelato sul 60% del territorio. Per l'assessore Marson il Piano «consente di superare pareri eccessivamente discrezionali, a favore di un insieme di regole pubblicamente deliberate e condivise, capaci di indirizzare le trasformazioni verso il buon governo del paesaggio».
Questo anche perché il Piano paesaggistico, che costituirà integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale), è un piano sovraordinato cui sono tenuti a conformarsi gli altri piani e programmi di livello regionale e locale.

I 'metaobiettivi' del piano, indicati dalla Regione, sono una migliore conoscenza delle caratteristiche identitarie del territorio regionale, e dunque anche del ruolo che i suoi paesaggi possono svolgere nelle politiche di sviluppo; l'accresciuta consapevolezza del fatto che una più strutturata attenzione al paesaggio può portare alla costruzione di politiche più integrate ai diversi livelli di governo; un rafforzamento del rapporto tra paesaggio e partecipazione, tra cura del paesaggio e cittadinanza attiva. Dentro a questa cornice si collocano, secondo la Regione, gli 'obiettivi strategici'. Tra i principali ci sono quello di garantire la fruizione collettiva dei diversi paesaggi della Toscana (accesso alla costa, ai fiumi, ai territori rurali) e quello di assicurare che le diverse scelte di trasformazioni del territorio e del paesaggio abbiano come supporto conoscenze, rappresentazioni e regole adeguate. Quest'ultimo obiettivo, secondo Marson, significa anche certezza delle regole, e quindi riduzione della discrezionalità relativa ai procedimenti, ai tempi e alle stesse valutazioni di merito che incidono sulle decisioni.


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