Lavori Pubblici

Lombardia, scade il piano casa e la Regione non proroga: ampliamenti-flop

Massimiliano Carbonaro

Ma gli incrementi volumetrici legati all'aumento delle prestazioni energetiche potrebbero essere recuperati con la revisione della legge urbanistica

Niente da fare il piano casa in Lombardia non funziona, ha fallito anche la seconda possibilità che la Regione gli aveva concesso con la legge 4 del 2012 (Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia) che faceva seguito alla legge 13 del 2009 (Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Lombardia). Anche questa versione è arrivata alla sua scadenza del 31 dicembre 2013 con risultati minimi: così dalla Regione hanno deciso di non rinnovarla ma di provare ad inserire alcune agevolazioni previste dalla normativa all'interno delle modifiche che sono in preparazione della legge 12 del 2005, il testo urbanistico lombardo.

In Regione non hanno ancora in numeri precisi sul flop della legge 4 del 2012 ma sembra che non siamo lontani dal poco realizzato dalla legge 13 del 2009 quando gli ampliamenti furono circa 170. Quindi stop a questo provvedimento contro cui secondo gli uffici del Pirellone ha congiurato la crisi insieme all'opposizione delle amministrazioni locali che mal hanno digerito queste iniziative in variante. Ma qualcosa potrebbe salvarsi. La nuova amministrazione guidata da Roberto Maroni e che ha all'assessorato all'urbanistica Vivivana Beccalossi sta studiando delle modifiche alla legge 12 del 2005 e ci sono già in corso incontri con l'Ance per capire cosa salvare della legge 4/2012. Soprattutto si guarda agli incrementi volumetrici legati alle prestazioni energetiche che in questa normativa prevedevano bonus che potevano arrivare fino al 30% in più delle volumetrie. La legge agiva non solo sul fronte residenziale ma anche con ampliamenti sul versante dei fabbricati artigianali, terziario e alberghi con aumenti del 20% della slp massimo. È presto però per dire quanto di buono sarà salvato e quanto mandato nel dimenticatoio in questo momento però.

Certo che la legge 12 è attesa a profondi rinnovamenti. «La revisione – spiega l'assessore Beccalossi – si baserà su tre obiettivi principali. Innanzitutto, la necessità di semplificare: l'ambito applicativo si è talmente arricchito da risultare eccessivamente complesso e costoso, a discapito dell'efficacia. Va poi sottolineata l'esigenza di sostenibilità a lungo termine». Dalla Regione arriverà l'input ad una maggiore attenzione all'urbanizzazione disordinata. «Basti pensare – ha aggiunto – che se sommassimo tutti i Pgt che vengono presentati dai Comuni, dovremo prevedere alloggi per milioni di nuovi abitanti. Deve essere posto un limite di ragionevolezza e di razionalità alla dinamica espansiva della popolazione potenzialmente prevista all'interno degli strumenti urbanistici comunali, pur sapendo che i Comuni, attraverso il meccanismo degli oneri di urbanizzazione, trovano uno dei pochi momenti per incamerare in proprio risorse economiche». Il terzo pilastro di revisione affronterà il tema della sussidiarietà per responsabilizzare ancora di più le autonomie locali ma inserendo un sostanziale "contrappeso" rappresentato dal ruolo della Regione. Ma a queste modifiche si dovrebbero affiancare e coordinare anche due nuovi provvedimenti sulla difesa e sul consumo del suolo.

«Vogliamo affermare l'uso razionale del suolo quale obiettivo prioritario di interesse regionale per pianificare il recupero delle periferie degradate e delle vaste aree industriali dismesse e sul miglioramento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio più datato – ha concluso la Beccalossi - anche la difesa del suolo e la prevenzione del rischio idrogeologico rappresentano temi sensibili, come spesso le cronache da tutto il Paese testimoniano». La nuova Legge dovrà contenere a nostro avviso importanti misure di semplificazione delle procedure, l'assegnazione ai Consorzi di Bonifica di un più incisivo ruolo di difesa delle aree di pianura, la valorizzazione del fondamentale ruolo degli imprenditori agricoli e forestali per le opere di manutenzione diffusa, il contrasto all'abusivismo esistente lungo i corsi d'acqua mediante il rafforzamento delle direttive di polizia idraulica.


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