Lavori Pubblici

Anci vs Governo, disertata la conferenza unificata: salta l'intesa sull'edilizia scolastica

Massimo Frontera

I Comuni "rompono" con l'Esecutivo, sul tema della fiscalità immobiliare e delle risorse degli enti locali

Niente accordo sull'edilizia scolastica - intesa sull'anagrafe e decreto Miur sull'Osservatorio - all'ordine del giorno della conferenza unificata del 19 dicembre (clicca qui ). L'Associazione dei comuni ha infatti «comunicato di sospendere la propria partecipazione alla Conferenza unificata e alle altre sedi di concertazione istituzionale - recita un laconico comunicato diffuso dalla Presidenza del Consiglio -. Pertanto la discussione dei punti all'ordine del giorno non ha avuto luogo».

Con questo eclatante "atto ostile" i Comuni aprono bruscamente un fronte con il governo, sul tema della fiscalità immobiliare e delle risorse degli enti locali. L'obiettivo è intervenire sulla legge di stabilità, arrivata al rush finale (lunedì prossimo sono previste le ultime votazioni al ddl).
Oggi il presidente dell'Anci Piero Fassino ha chiesto al governo «un sussulto di consapevolezza e responsabilità per cambiare una legge di stabilità che sulla Iuc configura una secca e inaccettabile riduzione di risorse ai Comuni per circa un miliardo e mezzo di euro». «Chiediamo quindi - ha proseguito Fassino che il governo vari nel Consiglio dei ministri del 27 dicembre un decreto correttivo. Se così non fosse si aprirà un esplicita fase di conflittualità che parte oggi con la non partecipazione Anci alla Conferenza Unificata».

Fassino ha inoltre annunciato che oggi stesso scriverà al Presidente della Repubblica per chiedere un incontro, nel quale porterà «in modo autorevole e formale il profondo disagio di tutti i sindaci italiani». Un secondo incontro urgente verrà chiesto al presidente del Consiglio, Enrico Letta per esortare il primo ministro ad «adottare, entro fine anno, un provvedimento che consenta di assicurare ai Comuni le risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini».

Sui rapporti con Parlamento, il presidente Anci ha inoltre invitato i senatori a rivedere la parte della mini-Imu, in questi giorni all'esame di Palazzo Madama. «Se non modificata - ha detto -, la norma andrebbe a gravare per il 40% delle maggiori aliquote sulle tasche dei cittadini. Si tratta di circa 350 milioni di euro; i gruppi senatoriali valutino un decreto correttivo per evitare di scaricare maggiorni oneri sulle famiglie».


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