Lavori Pubblici

Viaggio nelle regioni di ET/3: modello Lombardia su social housing e infrastrutture

Massimiliano Carbonaro

I casi che hanno fatto scuola: Fondazione per l'edilizia sociale, società mista Regione-Anas per le grandi autostrade in project financing, ospedali in partenariato pubblico-privato

Una concentrazione di nuove opere infrastrutturali, con tre autostrade e due metropolitane per un investimento da quasi 13 miliardi di euro, una strategia di rinnovamento delle strutture ospedaliere da 2 miliardi, e come ciliegina un grande evento come Expo 2015 che solo per il sito sta catalizzando risorse per un miliardo: è questo il paradosso della Lombardia, che nonostante questi investimenti non è riuscita a sfuggire alla grande crisi delle costruzioni.
C'è da chiedersi cosa sarebbe successo senza l'intrecciarsi insieme del piano per i nuovi ospedali e del concretizzarsi delle nuove autostrade visto che secondo l'ultimo rapporto Ance complessivamente dal 2008 al 2013 le costruzioni hanno perso quasi il 27% degli investimenti.

Sul fronte ospedaliero la Regione ha cavalcato i project financing dando vita a un braccio "armato" come Infrastrutture lombarde e mettendo in moto la realizzazione di dieci nuove unità: un piano che per le nuove regole imposte da Eurostat dal 2010, avendo una percentuale di finanziamento pubblico superiore al 50%, configurerebbe oggi opere pubbliche "on balance".
E poi c'è il noto e riuscito esperimento della Spa mista Regione-Anas per la realizzazione di autostrade statali in Pf .
Non è stato altrettanto efficace la nuova legge urbanistica, la 12 del 2005, che doveva mettere fine ai rigidi Piani regolatori per un strumento urbanistico (il Pgt) più flessibile. Ma le cose non sono state facili per le amministrazioni che hanno faticato a passare al Pgt tanto che dalla prima scadenza fissata per marzo 2009 entro cui bisognava dotarsi del nuovo strumento urbanistico si è arrivati a una serie di deroghe fino a quando prima lo scorso dicembre si è bloccata l'urbanistica dei circa 500 Comuni che ancora non avevano approvato il loro Pgt quindi si è concesso un'ultima scadenza per il prossimo 30 giugno 2014.
«Il Pgt rispetto al Prg – commenta il presidente di Assimpredil Ance Milano, Claudio De Albertis – è uno strumento più complesso che forse i Comuni più piccoli hanno tradotto in Piani regolatori camuffati. Ma per i Comuni più grandi non è stato così, il problema vero è per gli operatori perché richiede maggiori capacità imprenditoriali».
Comunque nel 2013 sono attese modifiche per la legge 12. «È necessario favorire – ha spiegato l'assessore all'Urbanistica regionale, Viviana Beccalossi – una visione della pianificazione che abbia una logica sovra comunale e bisogna evitare l'urbanizzazione disordinata introducendo concetti di sostenibilità a lungo termine». Anche sul fronte dell'housing la politica regionale con altrettante Aler per ogni Provincia, più una, per un totale di 13 enti ha mostrato le corde maturando perdite tali da spingere la Regione a lasciarne solo 5 ma bisogna vedere se sarà sufficiente.


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