Lavori Pubblici

Puglia, retromarcia della Regione sui vincoli immediati del Piano paesistico

Massimiliano Scagliarini

La Giunta ri-adotta il documento (primo in Italia adeguato al codice dei beni culturali) e stabilisce che le nuove dettagliata ed estese tutele saranno valide solo dopo l'approvazione definitiva

I nuovi vincoli che avrebbero potuto bloccare moltissime lottizzazioni già in itinere sono rinviati all'approvazione definitiva, mentre i piani regolatori più recenti necessiteranno soltanto di adeguamenti leggeri. La Puglia ha fatto un parziale dietro-front sulle norme di salvaguardia collegate al nuovo piano paesaggistico (Pptr), il primo d'Italia adeguato al nuovo Codice dei beni culturali: ma per ottenere la modifica dello strumento, ammorbidendone alcune parti, c'è voluta una protesta bi-partisan che ha messo insieme anche i Comuni ed i costruttori dell'Ance.

Martedì 29 ottobre la giunta regionale ha infatti approvato una delibera di ri-adozione del Pptr, che era stato adottato una prima volta il 2 agosto facendo scattare immediatamente una norma di salvaguardia tranchant: escludeva dai nuovi vincoli solo i piani urbanistici attuativi già approvati e dotati di parere paesaggistico secondo il Putt (il vecchio piano oggi vigente). A differenza del Putt, il Pptr copre il 100% del territorio entrando anche nel costruito. E, soprattutto, ai vincoli Galasso ed a tutti quelli imposti per legge statale aggiunge una serie di 24 nuovi vincoli, definiti "ulteriori contesti" come ad esempio centri storici, grotte, doline, pascoli, strade panoramiche. E' una possibilità prevista dal Codice dei beni culturali: le Regioni, di concerto con il ministero, possono definire una serie di tutele aggiuntive. E laddove coincidono con vincoli paesaggistici esistenti (esempio: una masseria), gli ulteriori vincoli si traducono in un buffer di 100 metri intorno al bene già tutelato.
La prima versione del Pptr (quella del 2 agosto) prevedeva l'entrata in vigore immediata degli ulteriori contesti, che ora sono stati invece rinviati a dopo l'approvazione definitiva. Stesso discorso per i piani regolatori vigenti. Il Pptr ha ripristinato tutte le distanze minime (300 metri dalle coste, 150 dalle lame, 200 dai fiumi) previste dal Putt. Ma in sede di adeguamento dei prg (oppure quando hanno approvato il Pug, il nuovo Piano urbanistico generale) diversi Comuni hanno ottenuto dalla Regione l'ok a ridurre quelle distanze sbloccando così l'edificazione di determinate aree. La prima versione delle norme di salvaguardia riportava (quasi) tutti indietro: per ridurre nuovamente le distanze da lame e fiumi i Comuni avrebbero dovuto presentare un'osservazione motivata al Pptr, ma nel frattempo – ovviamente – si sarebbe bloccato tutto. Con la ri-adozione, invece, anche questo punto è stato rivisto: sono salvi tutti i Pug e le varianti di adeguamento intervenute dopo l'11 gennaio 2010, data in cui è stata resa disponibile la nuova base cartografica su cui è costruito anche il Pptr.
Per arrivare alla proposta di Pptr, la Regione si è confrontata a lungo con il ministero. Ed è stato fatto un lavoro tecnico estremamente approfondito: rispetto al Putt, ad esempio, tutti i vincoli paesaggistici sono "vestiti" eliminando così qualunque tipo di incertezza. E, per quanto la nuova vincolistica sia stata ottenuta con la fotointerpretazione, la Puglia ha introdotto una procedura rapida per la correzione di eventuali errori materiali: gli uffici potranno intervenire autonomamente.
Il termine per presentare le osservazioni scadrà 30 giorni dopo la pubblicazione sul Burp (non ancora avvenuta): nonostante le semplificazioni applicative, se ne attendono molte migliaia. L'ok definitivo spetta alla giunta, anche se il piano dovrà passare due volte in Commissione (dopo l'adozione e dopo l'esame delle osservazioni). Il compromesso sulle norme di salvaguardia ha accontentato tutti, a partire dall'assessore regionale Angela Barbanente: "Il nostro interesse – spiega – è quello di dotarci di uno strumento il più possibile condiviso, con regole chiare e condivise, per arrivare a una importante semplificazione procedurale". Soddisfatti anche i costruttori dell'Ance Puglia, che in una nota parla di "un primo importante passo nell'ottica di una larga concertazione": "Le modifiche renderanno meno traumatica per le imprese l'entrata in vigore del Piano adottato», ma è necessario che i Comuni collaborino "per l'adeguamento degli strumenti urbanistici generali al Pptr".


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