Lavori Pubblici

Piano casa, il Veneto pensa alla scadenza illimitata (tra le polemiche)

Maria Chiara Voci

La Regione punta a estendere e a rendere permanente la possibilità di ampliare gli edifici in deroga alle norme urbanistiche. Altre cinque Regioni hanno già prorogato le scadenze

La raffica di proroghe era nell'aria. E così, in questo inizio di autunno, sono molte le Regioni che hanno deciso di mettere mano alle leggi per il rilancio dell'edilizia, che consentono l'ampliamento e la demolizione e ricostruzione in deroga degli edifici.

Fra le dilazioni più attese - anche perché sarà accompagnato da una importante rivisitazione della norma - c'è quella del Veneto, dove da ormai quasi un anno si attende il varo della nuova disciplina del piano casa. Un vero e proprio «piano casa tre», visto che si tratterà della terza riedizione dopo quella del 2009 e del 2011. Il disegno di legge, presentato a suo tempo dalla Giunta e firmato dal vicepresidente Marino Zorzato, è in questi giorni al varo della commissione urbanistica. Tutto dovrà essere approvato dall'aula del Consiglio entro fine novembre: questa è la scadenza di validità, infatti, della legge oggi in vigore.

Molte le novità, anche di approccio. Fra tutte, c'è la decisione di varare una legge con scadenza illimitata nel tempo, che trasformi come possibilità a regime l'incremento di volumetria in deroga a Prg a patto che si riqualifichi l'esistente. Ma a riguardo non mancano le perplessità e c'è chi frena questa apertura.

Il piano casa tre dovrebbe, inoltre, prevedere ampliamenti fino al 20% del volume esistente, con ulteriore bonus del 15% se l'edificio viene "promosso" in classe B. Per le demolizioni e ricostruzioni il premio arriva fino al 50% del volume o al 60% se l'operazione è soggetta a Piano urbanistico attuativo. Infine, il Ddl prevede il volume minimo garantito di 150 metri cubi per tutte le volumetrie residenziali (anche quando l'applicazione del 20% tout-court darebbe diritto a meno).

Se il Veneto è in attesa, su altri territori le riconferme ci sono già. Il 29 novembre del 2014 è il nuovo termine introdotto dalla Sardegna. Qui, l'amministrazione è intervenuta con una leggina ad hoc, numero 28 del 7 dicembre 2013, per modificare la legge 4/2009 sul piano casa (anche qui, uno slittamento era già arrivato lo scorso anno). La dilazione riguarda non solo i termini per presentare le istanze, ma anche quello per completare gli interventi iniziati: in questo caso, il tempo a disposizione è di 48 mesi e la previsione riguarda anche i lavori già in corso.

Un restyling più corposo è quello intervenuto nelle Marche dove, con la legge 24/2013 è stata rivista la disciplina della legge 22/2011 sulla riqualificazione urbana sostenibile. Come per altre Regioni, il piano casa varrà fino al 31 dicembre 2014: le ultime previsioni introdotte, estendono però il campo di applicazione degli ampliamenti anche ad immobili con destinazione produttiva, senza più il tetto del 10% massimo di incremento rispetto alla superficie esistente. Sono, inoltre, ridefiniti anche i bonus di volumetria concessi per chi riqualifica nell'ambito di Piani operativi di riqualificazione urbana (Poru).

Semplici dilazioni temporali, infine, in altre Regioni. Così ad esempio la Basilicata ha inserito - nell'assestamento di bilancio o legge regionale 18 dell'8 agosto 2013 - una proroga di un anno dei contenuti della legge 25/2009 (già dilazionata lo scorso anno con la legge 25/2012). Per utilizzare le norme straordinarie del piano ci sarà tempo sul territorio lucano fino al 31 dicembre del 2014. Stessa strada è stata scelta anche da Piemonte e Puglia: anche qui la data limite è a fine del prossimo anno per effetto di una variazione inserita nei rispettivi assestamenti di bilancio. In nessuna di queste Regioni c'è però stata alcuna modifica alla disciplina già varata..


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