Lavori Pubblici

Il piano casa si fa «permanente»: la mappa delle nuove scadenze

Maria Chiara Voci

Da misura straordinaria a strumento anticrisi: ampliamenti ancora operativi in 19 enti territoriali su 21. Di proroga in proroga estesa anche la portata del provvedimento e il Veneto punta a renderlo strutturale

Al momento solo poche Regioni hanno una norma in vigore che dichiara, fin dalle premesse, che le misure straordinarie del Piano casa sono da considerarsi a regime, non soggette a scadenza. Una scelta che caratterizza soprattutto i territori a statuto autonomo, come la Valle d'Aosta e la Provincia di Bolzano, mentre il Friuli Venezia Giulia, fin dal 2009, aveva fissato termini ampi per la legge.

È tuttavia un fatto che, nonostante il carattere temporaneo, la disciplina degli ampliamenti e sostituzioni in deroga, con bonus volumetrico, è stata oggetto, un po' ovunque, di proroghe su proroghe. Al punto che, a quattro anni dall'accordo Stato-Regioni del 1° aprile 2009, la misura è ancora in vigore in 19 territori su 21 (clicca qui per scaricare la mappa aggiornata delle scadenze ).

Di pari passo con la crescente attenzione per la riqualificazione e la riduzione di consumo di suolo, l'idea di «tagliare la testa al toro» e rendere, una volta per tutte, il Piano casa un provvedimento strutturale, è già balenata inoltre in alcune grandi Regioni italiane. Il Veneto, nel recente disegno di legge presentato dalla Giunta, si appresta ad esempio ad approvare un nuovo piano senza termine ed esteso a tutto il parco edilizio del costruito. Così il Lazio ha già tolto la scadenza per le sostituzioni.

Le novità del Veneto. Al di là dell'ipotesi di rendere il Piano casa strutturale, le novità più interessanti del disegno di legge all'esame in Veneto riguardano le abitazioni. La Regione punta, infatti, tutte le sue carte sull'aiuto alle famiglie e introduce nel testo il concetto di «cubatura minima». Gli edifici residenziali di piccole dimensioni, destinati a prima casa, possono essere ampliati fino a 150 mc, anche se questo bonus supera in percentuale il 20% di legge. Inoltre non è previsto il versamento di alcun contributo di costruzione al Comune. Per gli edifici a schiera i benefici del nuovo Piano casa saranno applicabili a ogni unità abitativa. Un ulteriore bonus del 10% è previsto nel caso si installino fonti rinnovabili. Per quanto riguarda, infine, le sostituzioni, se sono attuate in aree degradate possono arrivare fino al 60% dei volume originario in caso si faccia efficienza.

Altre novità. Il disegno di legge predisposto dal Veneto è solo l'ultimo atto in ordine di tempo: fra gennaio e aprile novità sono arrivate anche in Calabria, in Puglia e in Lazio. Nella Regione guidata da Scopelliti, il Piano casa è stato modificato con la legge n. 23 dello scorso 2 maggio: viene concessa la possibilità di sopraelevare anche alle abitazioni costruite dopo il 21 agosto 2010 e con una cubatura non superiore ai mille metri cubi (articolo 1, Lr 2 maggio 2013, n. 23). Sarà quindi possibile ampliare ogni singola unità abitativa fino a un massimo di 70 metri quadrati.
A gennaio il Consiglio della Puglia ha approvato all'unanimità le modifiche alla legge 21/2011 e ha introdotto la possibilità di reperire, a fronte degli interventi avviati, spazi per parcheggi pertinenziali in aree diverse da quella oggetto dell'intervento di ampliamento o, nel caso in cui ciò non sia possibile, di monetizzare l'onere.

Infine, in Lazio, la Giunta Zingaretti ha approvato, fra i primi atti, una deliberazione (n. 50 del 15 marzo del 2013) per chiarire che «nelle aree soggette a vincolo conformativo preordinato all'esproprio, ancorché decaduto (servizi pubblici, aree per attrezzature collettive e di uso pubblico, aree di verde pubblico e urbano o di verde attrezzato), sono esclusi interventi in applicazione del Piano casa», allo scopo di «salvaguardare le aree a servizio della collettività». Le aree destinate a verde e a servizi pubblici non possono, dunque, essere coinvolte dagli interventi in deroga, anche se i vincoli sono scaduti


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