Lavori Pubblici

Umbria, proposta di legge per valorizzare l'archeologia industriale

Una legge regionale che valorizzi il ricco patrimonio di stabilimenti, opifici, fabbriche dismesse, non solo per salvare testimonianze di una cultura che in alcuni casi risale anche a prima dell'800, ma per far decollare il concetto di recupero funzionale di strutture da tempo inutilizzate e dei rispettivi spazi urbanistici. Con questi obiettivi a Palazzo Cesaroni é stata presentata alla stampa la proposta di legge regionale «Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale», fortemente sollecitata dal presidente della seconda Commissione consiliare Gianfranco Chiacchieroni; fatta propria dall'esecutivo e ampiamente condivisa da tutte le forze politiche, dagli operatori economici e dai progettisti dell'Umbria.

A sostegno della proposta di legge é intervenuto Massimo Buconi, presidente della terza Commissione che ha parlato di «necessità di recuperare beni culturali legasti alle attività produttive». Sostegno convinto anche dall'assessore alla cultura Fabrizio Bracco che ha definito la proposta «una legge programma destinata a seguire un iter preciso con l'obiettivo di rendere funzionale il patrimonio edilizio un tempo destinato all'industria, come coronamento di un ragionamento nato in Umbria qualche decennio fa come valida iniziativa culturale». Di «iniziativa importante» ha parlato pure il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria Eros Brega. Soddisfatto dell'iter fin qui seguito si è dichiarato lo stesso Gianfranco Chiacchieroni, augurandosi che «aumenti a tutti i livelli politici e produttivi la consapevolezza della importanza del manifatturiero, inteso come risorsa e cultura industriale da difendere e consolidare»


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