Lavori Pubblici

Il Piemonte rinnova l'urbanistica: iter più snelli, debutta la «variante semplificata»

Maria Chiara Voci

Dopo 35 anni di attesa, il Piemonte ha riformato la legge 56/1977: snelliti i processi di approvazione delle trasformazioni, senza cambiare gli strumenti di pianificazione usati dai Comuni

Nessuna riforma copernicana. Ma, dopo 35 anni di attesa, il Piemonte ha riformato la legge urbanistica 56/1977, lasciando in piedi tutti i muri portanti della normativa precedente, ma smussando gli angoli, accorpando gli ambienti e semplificando l'intera struttura.
È accaduto oggi a Torino. Il Consiglio regionale ha votato il testo del disegno di legge 153, proposto dalla Giunta e passato all'esame approfondito sia della commissione che dell'aula. L'amministrazione Cota, che pur in queste ore è in piena bufera politica, è riuscita a tagliare un traguardo che era mancato, invece, alla precedente legislatura del centrosinistra di Mercedes Bresso.

La prima parola chiave della nuova normativa è semplificazione. Al contrario di ciò che è accaduto in altre Regioni (vedi i casi limite della Lombardia e della Calabria, dove una legge imposta dall'alto che impegnava le amministrazioni a riformulare i piani di governo del territorio, ha finito con l'ingessare e bloccare l'intera attività edilizia), la nuova legge sabauda non cambia gli strumenti fino ad oggi usati. Restano i piani regolatori dei Comuni, anche se cambia e si snellisce il processo di approvazione, anche delle varianti. D'ora in poi, la responsabilità dei tempi passa sulle spalle delle amministrazioni locali, che fissano i tempi per lo svolgimento delle conferenze di copianificazione. Cioè quei consessi in cui vengono coinvolti tutti i soggetti che a vario titolo sono toccati dalla procedura urbanistica (compresa la Regione e la Provincia di pertinenza) e che rappresentano il luogo di scambio di pareri e modifiche.

Per le Giunte più intraprendenti, che vorranno innovare, la Regione lascia aperte le porte: fermo restando la validità dei Prg, è possibile dal basso sperimentare nuovi percorsi per la pianificazione locale. Novità assoluta è inoltre l'introduzione della variante semplificata, un processo che smezza i tempi quando alla base della trasformazione c'è già l'accordo di tutte le parti, perché frutto di accordi di programma, interventi di recupero urbano o sviluppi cofinanziati da fondi europei.

«La legge spicca per il percorso condiviso – spiega Ugo Cavallera, assessore alla pianificazione territoriale -. L'atto ha infatti preso le mosse dalle proposte presentate, due anni fa, dall'Anci e dal coordinamento delle Associazioni imprenditoriali del Piemonte. È poi stata sviluppata attraverso decine di incontri, dibattiti e consultazioni, con amministratori, esperti, tecnici e cittadini e negli incontri sono stati raccolti i suggerimenti e chiariti i dubbi di oltre 5mila piemontesi. L'iter è stato poi perfezionato in Consiglio e in Aula. Ora, a legge approvata, predisporremo immediatamente una prima bozza del Codice dell'Urbanistica Piemontese, una raccolta dei principali testi di legge, nella loro versione aggiornata, che diffonderemo capillarmente, anche tramite associazioni e ordini».


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