Lavori Pubblici

Fondi nel bilancio 2013 per otto regioni del Centronord

Massimo Frontera

Boccata d'ossigeno per l'edilizia sanitaria. Nei giorni scorsi la conferenza delle Regioni ha dato l'ultimo ok all'intesa su otto accordi di programma con altrettante Regioni che consente di attivare quasi un miliardo e mezzo di euro di investimenti, tra risorse statali e regionali.

I fondi, già individuati e approvati dal Cipe, vanno a otto Regioni del Centro e Nord Italia. In Lombardia e in Veneto le maggiore quote di investimenti attivabili, pari rispettivamente a 358 e 310 milioni, tra risorse statali, regionali e di privati. Ma se si guarda alla sola quota di fondi statali, subito dopo la Lombardia (con 312 milioni), c'è l'Emilia Romagna, che "strappa" a Roma 131,6 milioni, superando di poco il Veneto con 130,3 milioni. Il Veneto è l'unica Regione che ha coinvolto capitali privati, per 98 milioni, aumentando la dote dei fondi pubblici. Le risorse statali arrivano dal fondo nazionale per l'edilizia ospedaliera (articolo 20 della legge n. 67/1988), principale "polmone" finanziario per questo comparto dell'edilizia pubblica. L'ok finale agli accordi di programma consente l'iscrizione dei fondi nel bilancio 2013 degli enti. Gli accordi vengono sottoscritti dalle Regioni e dal ministero della Salute.

Lombardia. La principale Regione del Centronord conta 37 interventi. L'accordo sblocca 40 milioni per il nuovo ospedale dei bambini presso il Buzzi di Milano. Tra i principali interventi ci sono gli Spedali Civili di Brescia (46,9 milioni), il Poma di Mantova (14,7 milioni), la rete del Garbagnatese (47 milioni), il Sacco di Milano (14 milioni), il San Matteo di Pavia (35 milioni) e l'Azienda Ospedaliera di Varese (17,5 milioni). Poi ci sono gli interventi di "messa a norma" e ammodernamento. Tra i più importanti il San Carlo di Milano (20 milioni), il San Paolo di Milano (10), l'Azienda ospedaliera della Valtellina (12) e per Desenzano (8 milioni).

Emilia Romagna. L'accordo di programma dell'Emilia Romagna è quello con il maggior numero di progetti. «Gli interventi – ha precisato l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti – non riguardano le strutture colpite dal terremoto a Modena, a Ferrara e a Bologna; per queste stiamo già portando avanti interventi con finanziamenti del Fondo di solidarietà europea, pari a circa 30 milioni di euro, gestiti dalla struttura commissariale per il terremoto guidata dal presidente Errani». I principali interventi sono localizzati a Bologna e Parma. A Bologna (per un valore di oltre 34 milioni in totale) è previsto l'adeguamento e l'ampliamento dell'area pediatrica (1° stralcio), il completamento del reparto malattie infettive e delle aree ambulatoriali del polo cardio-toracico-vascolare del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Sempre a Bologna verrà realizzato il nuovo poliambulatorio Navile e la ristrutturazione del monoblocco dell'Ospedale Maggiore. Verranno poi eseguiti adeguamenti normativi e miglioramenti dei reparti degenza dell'Istituto Ortopedico Rizzoli. A Parma verranno investiti 24,8 milioni per la messa a norma di dell'Ospedale Maggiore.

Veneto. Tra i 19 interventi in Veneto, finanziati con 310 milioni c'è il nuovo ospedale di Asiago, la cittadella sanitaria di Treviso, l'ospedale unico di Arzignano e Montecchio, oltre a diversi progetti dell'Azienda Ospedaliera di Verona e una serie di opere di adeguamento di strutture esistenti. Al programma concorrono capitali privati per 98 milioni che vengono investiti nella realizzazione del nuovo ospedale di Treviso. Complessivamente quest'opera avrà 224 milioni, di cui 50 statali, 76 di Regione e Asl e appunto 98 di privati.


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