Lavori Pubblici

Piano casa, raffica di proroghe: scadenze per gli ampliamenti posticipate in otto regioni

Maria Chiara Voci

Tempo scaduto solo in Emilia Romagna - In Molise e Friuli Venezia Giulia scadenza confermata, ma con nuove regole

Raffica di proroghe (e anche, ma in pochi casi, qualche rivisitazione) per i piani casa delle Regioni, che consentono l'ampliamento o la demolizione e ricostruzione di edifici in deroga ai Prg. Il provvedimento, nato nel 2009 fa un accordo Stato-Regioni e pensato per rilanciare l'edilizia in tempo di crisi, continua – di anno in anno – a rinnovare la validità, anche se era pensato come una misura provvisoria.

Le Regioni che, a dicembre, hanno deciso di posticipare nuovamente la scadenza sono otto: si va dal Piemonte alla provincia di Trento, dalla Toscana all'Abruzzo, alla Campania fino a Umbria, Sardegna e Basilicata. Revisione e riconferma del termine in Molise, dove sono state anche recepite le regole nazionali per il recupero degli ambiti degradati nelle città. Nessuna proroga (il termine era già fissato al novembre del 2014), ma un semplice adeguamento alle norme nazionali anche per il Friuli Venezia Giulia, con la legge 26/2012. (clicca qui per la mappa delle scadenze regione per regione )

In altre Regioni, come Lombardia, Calabria o Lazio, le leggi di revisione del piano sono in vigore da pochi mesi e hanno già previsto tempistiche che si estendono al 2013 e oltre. La Provincia Autonoma di Trento, infine, che non ha un vero piano casa, ha però prorogato al 31 dicembre 2013 la scadenza per ottenere le agevolazioni per la riqualificazione architettonica e ambientale degli edifici esistenti, previste nella legge 4/2010. Unico caso in Italia di norma scaduta e mai rinnovata resta l'Emilia Romagna, fortemente critica sulla efficacia del piano.
L'allungamento dei tempi, del resto, deriva, in molti territori, proprio dal tentativo estremo di far funzionare uno strumento che, nonostante le aspettative, ha deluso. È pur vero che laddove, come in Piemonte, il restyling della prima versione della legge è stato completo, si è assistito a un aumento delle domande. La conferma, oltre che da Torino, arriva dal Comune di Savigliano, nel cuneese. «A partire da marzo 2011 – conferma l'ufficio tecnico – le istanze di permesso di costruire per interventi di ampliamento residenziale sono state una dozzina e tre quelle per operazioni su strutture produttive. Si tratta di un trend in crescita». Così in Campania. «Le domande sono leggermente aumentate rispetto alla legge 19/2009 – spiega Michele Punzo, istruttore tecnico dell'edilizia privata a Santa Maria Capua Vetere –. Nel 2012, fra sottotetti, cambi di destinazione, ampliamenti e demolizioni e ricostruzioni, abbiamo ricevuto circa 60 richieste. In percentuale, restano poche le domande per le sostituzioni».

Critico è infine il parere dei costruttori. «Il piano casa – sottolinea Salvatore Matarrese, presidente di Ance Puglia – si è rivelato uno strumento inefficace per l'obiettivo che si era inizialmente posto. La decisione di Regioni come la Puglia di prorogare di un anno gli effetti della legge è indubbiamente positiva, anche se occorrerebbe lavorare su alcuni elementi che possano renderla più efficace. Penso alla riduzione degli oneri di urbanizzazione, e allo snellimento degli adempimenti burocratici»


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