Lavori Pubblici

Raffica di proroghe ai piani casa in Piemonte, Umbria e Basilicata. In Emilia procedure più semplici per la ricostruzione post sisma

Maria Chiara Voci

Massima attenzione alla prevenzione dell'inquinamento acustico, nuova frontiera dell'edilizia sostenibile; raffica di proroghe ai piani casa, leggi straordinarie che consentono l'ampliamento e la demolizione e ricostruzione di edifici in deroga ai piani regolatori comunali, per consentire il rilancio del settore edile.
È su questi due filoni, con poche leggi corpose se si eccettua quella dell'Emilia Romagna sulla ricostruzione post-terremoto, che si concentra la produzione di norme regionali in questo fine d'anno. Ma vediamo nel dettaglio le principali novità in Gazzetta.

In Emilia Romagna è stata pubblicata in Gazzetta prima di Natale la legge speciale che semplifica le procedure per il complesso degli interventi di ricostruzione post-terremoto, soprattutto per quanto riguarda i centri storici e il territorio produttivo e rurale. L'intervento normativo - salvaguardando il diritto dei cittadini alla ricostruzione degli immobili distrutti dal sisma, nelle condizioni e nel luogo in cui si trovavano - consentirà di accompagnare gli interventi di riparazione o riedificazione con il miglioramento delle prestazioni sismiche ed energetiche degli edifici e con un maggiore investimento anche sulla qualità urbana. Per le opere e le infrastrutture pubbliche e per gli immobili pubblici e privati che costituiscono beni culturali la Giunta regionale predisporrà, d'intesa con il Commissario delegato, un programma specifico di interventi di ricostruzione.
In particolare, nei centri storici, laddove possibile dovrà essere massima la conservazione dei tessuti edilizi preesistenti al sisma. Al contrario, nel caso in cui i fabbricati siano completamente crollati (oppure danneggiati in modo gravissimo e dunque recuperabili solo attraverso interventi di demolizione e ricostruzione), la legge precisa che essendo venute meno le previgenti disposizioni di tutela previste dalla pianificazione urbanistica occorrerà ridefinire attraverso appositi atti del Consiglio comunale le trasformazioni ammissibili.

Per la gestione della fase operativa, nasce il Piano della ricostruzione, strumento urbanistico che serve a disciplinare, in modo coordinato ed omogeneo, gli interventi attinenti alla ricostruzione, perseguendo nel contempo il miglioramento della funzionalità e qualità dei servizi urbani e una maggiore qualificazione del patrimonio edilizio, in termini di sicurezza ed efficienza energetica. Il Piano, che sarà approvato con procedure semplificate, potrà stabilire la delocalizzazione degli edifici distrutti o danneggiati che risultino collocati in ambiti inidonei alla edificazione, per ragioni geomorfologiche o ambientali, ovvero da ricostruire in una diversa posizione per consentire di realizzare significative trasformazioni fisiche e funzionali dei tessuti urbani.
Nel territorio rurale sono, invece, previste speciali disposizioni che consentono di ridurre la dispersione insediativa (sprawl), ammettendo l'accorpamento degli edifici rurali sparsi facenti parte di un'unica azienda agricola e la delocalizzazione nel territorio urbanizzato dei fabbricati non più funzionali all'attività agricola. Ci sarà anche la possibilità di modificare la sagoma degli edifici (non sottoposti a tutela) e ridurne la volumetria. Infine, per gli edifici vincolati dalla pianificazione, che siano stati solo danneggiati dal sisma, la proposta di legge non ammette trasformazioni che ne compromettano il valore storico culturale o testimoniale. Prevede, inoltre, appositi incentivi per il fedele recupero degli edifici, da stabilirsi nel Piano della ricostruzione. In assenza di tali misure premiali si prevede la possibilità di aumentare il numero delle unità immobiliari, se compatibile con la disciplina di tutela.
Lr 21 dicembre 2012, n. 16 sul Bur del 21 dicembre 2012, n. 286 (clicca qui )

Tutta rivolta alla prevenzione dall'inquinamento acustico l'attenzione della Provincia di Bolzano che, con una legge, adegua la normativa locale alle nuove direttive Ue e statali, definendo le competenze di Comuni e Provincia. Sul fronte dei controlli, in particolare, entro due anni i Comuni dovranno elaborare i Piani di Classificazione Acustica. Inoltre la differenza di inquinamento acustico tra zone diverse (abitativa, artigianale ecc.) non potrà superare i 5 decibel mentre nelle aree di confine sarà necessaria anche una presa di posizione del Comune vicino. Escluso dalla normativa, perché soggetto a una legislazione sovraordinata alla Provincia, il rumore prodotto da traffico stradale, ferrovia o traffico aereo.
Lp 5 dicembre 2012, n. 20 sul Bur del 18 dicembre 2012, n. 51 (clicca qui )

In Toscana si passa dalle norme ai fatti. Con una deliberazione, la Giunta ha dato il via libera a una serie di interventi per ridurre l'inquinamento acustico nelle scuole. Lo stanziamento è di 2,9 milioni per realizzare opere «antirumore»: i fondi interessano, in particolare, una serie di scuole inserite in contesti urbani molto rumorosi a causa del traffico dei Comuni di Firenze, Calenzano, Carrara, Prato, San Giuliano Terme, Livorno e Rosignano Marittimo.
Gli interventi vanno dalla sostituzione degli infissi ai correttivi del clima acustico delle aule, tramite controsoffitti, barriere acustiche, agli interventi diretti sul traffico, come la posa di rallentatori di velocità sulle strade, la posa di asfalti con caratteristiche fonoassorbenti nell'intorno della scuola interessata o la riorganizzazione dei flussi di scorrimento. Sempre in Toscana, inoltre, la Regione ha definito con una delibera i criteri tecnici per l'elaborazione della relazione biennale sullo stato acustico dei comuni sotto i 50mila abitanti.
Dgr 11 dicembre 2012, n. 1092 sul Bur del 27 dicembre 2012, n. 52 (parte II) (clicca qui )

Infine, in Valle d'Aosta sono in Bur le disposizioni attuative della legge regionale 30 giugno 2009, n. 20 con cui la Regione ha dettato le disposizioni in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento acustico abrogando la precedente legge 9/2006.
Dgr 2 novembre 2012, n. 2083 sul Bur del 27 novembre 2012, n. 49 (clicca qui)

Attenzione all'ambiente anche in Puglia, dove è in bollettino la nuova legge sulla Valutazione ambientale strategica. Tre gli elementi fondamentali: la definizione dell'ambito di applicazione della Vas, le modalità di attribuzione e l'esercizio delle competenze e la razionalizzazione, la semplificazione ed il coordinamento delle procedure. La norma, in particolare, prevede un sistema di deleghe a favore delle Amministrazioni comunali come soggetti destinatari dei poteri di valutazione in virtù dell'attività già svolta in materia urbanistica che, tra le procedure di Vas, è senza dubbio la materia di maggiore applicazione.
Lr 14 dicembre 2012, n. 44 sul Bur del 18 dicembre 2012, n. 183 (clicca qui )

La proroga del Piano casa riguarda Piemonte, Umbria e Basilicata. L'ok più recente, in ordine di tempo (ma non ancora in Bollettino), è quello arrivato ieri in Piemonte. L'applicazione delle norme relative alla legge regionale 20/2009 sarà valida fino al 31 dicembre 2013. Entro questo termine saranno consentiti gli interventi edilizi «in deroga», finalizzati all'ampliamento o alla demolizione e successiva ricostruzione degli edifici a destinazione residenziale, artigianale, produttiva, direzionale e turistico-ricettiva.
In Basilicata il nuovo termine è fissato al 31 dicembre 2013. La legge sul piano casa è stata inoltre adeguata, con l'occasione, alle disposizioni della Legge Sviluppo 106/2011. In particolare, è rivista la disciplina sui cambi di destinazione d'uso e sulla possibilità di delocalizzare le attività non più compatibili con il contesto urbano dalle aree urbane a quelle industriali.
Lr 3 dicembre 2012, n. 25 sul Bur del 7 dicembre 2012, n. 44 (parte I) (clicca qui )

E', infine, posticipata al 31 dicembre 2014 la scadenza del piano casa in Umbria: la legge, in un solo articolo, potrebbe essere integrata a inizio 2013 con l'arrivo in aula del testo normativo sulla perequazione in edilizia, predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini.
Lr 14 dicembre 2012, n. 23 sul Bur del 19 dicembre 2012, n. 56 (clicca qui)

Sempre in Umbria, infine, è in Bollettino l'aggiornamento annuale dei prezzi di riferimento per le opere pubbliche. L'edizione è quella del 2012, in vigore per il prossimo anno.
Dgr 29 ottobre 2012, n. 1325 sul Bur del S.S. n. 1 al Bur del 27 dicembre 2012, n. 57 (il testo del documento non è ancora disponibile)


© RIPRODUZIONE RISERVATA