Lavori Pubblici

Ricostruzione, l'Emilia Romagna approva la legge che dà l'ok ai permessi in deroga

Natascia Ronchetti

Per le imprese colpite dal sisma è stato previsto il rilascio dei permessi di costruzione in deroga fino al 31 dicembre 2015. I piani di ricostruzione demandati ai Comuni dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2013

Con una raffica di emendamenti con i quali la Giunta ha accolto, almeno in parte, le richieste delle imprese, la legge regionale sulla ricostruzione ha superato a pieni voti l'esame dell'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna. L'aula ha dato il via libera praticamente all'unanimità (unica astensione quella dei grillini) a un testo che prevede fino al 31 dicembre del 2015 il rilascio di permessi di costruzione in deroga alle imprese colpite dal sisma, escluse quelle agricole. I permessi in deroga erano stati chiesti dagli stessi industriali per accelerare gli interventi nei Comuni del cratere e dare una spinta alla ripresa dell'economia. Per i Piani della ricostruzione demandati ai Comuni la legge, inoltre, fissa una scadenza. I Piani dovranno essere adottati entro e non oltre il 31 dicembre del 2013. Un altro aspetto che stava molto a cuore alle imprese (avevano chiesto di fissare un limite temporale).

«Un significativo passo in avanti nella difficile opera di ricostruzione - dice il presidente della Regione Vasco Errani - con una normativa che è il frutto di un lavoro di tutti, perseguito per arrivare a una legge equilibrata che risponda alle esigenze che si stanno manifestando in quei territori. Sappiamo che permangono delle fragilità sociali ma il nostro impegno, ribadito anche dall'assemblea legislativa, è di non lasciare indietro nessuno, a partire dalle persone più in difficoltà». Il Piano della ricostruzione, strumento urbanistico di natura operativa, dovrà disciplinare gli interventi in modo coordinato ed omogeneo. Tra gli obiettivi il miglioramento della funzionalità e qualità dei servizi urbani e una maggiore qualificazione del patrimonio edilizio, sotto il profilo della sicurezza e dell'efficienza energetica. Il Piano potrà anche stabilire la delocalizzazione degli edifici distrutti o danneggiati collocati in aree non idonee alla edificazione. Una specifica disciplina è poi prevista per gli aggregati edilizi da recuperare attraverso una progettazione unitaria degli interventi. I Comuni faranno leva sulla Umi (Unità minima di intervento), con un unico progetto di ricostruzione. La massima celerità resta la chiave di volta per far ripartire l'economia.

Il calo reale del Pil regionale quest'anno è superiore a quello nazionale (- 2,6% contro - 2,4%). E la diminuzione è da attribuire per il 50% alle conseguenze del terremoto. Il rapporto sull'economia presentato ieri da Regione e Unioncamere conferma che solo nel 2014 si potrà assistere ad una prima, effettiva, ripresa. Ma proprio la partita della ricostruzione, con i 6 miliardi stanziati dalla legge sulla spending review per i contributi a fondo perduto, potrebbe spingere una inversione di rotta già a partire dal 2013: il centro di studi economici Prometeia ha infatti stimato fino allo 0,5% la potenziale crescita del Pil.

«Se riusciremo a mettere a frutto - spiega l'assessore alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli - i 9 miliardi complessivi che abbiamo a disposizione potremo ricominciare a crescere dal prossimo anno». Per ora tutti i numeri hanno il segno meno davanti. L'industria, nei primi nove mesi del 2012, ha perso il 3,8% del fatturato e il 4,3% degli ordini, rispetto allo stesso periodo del 2011. Male anche la produzione, con una diminuzione del 4%. Il settore delle costruzioni ha subito una contrazione del volume d'affari pari al 2,2%, il commercio al dettaglio ha registrato flessioni nelle vendite come mai avvenuto negli ultimi dieci anni. Le esportazioni hanno ripreso quota (37 miliardi di euro, con un incremento del 3,6%) ma appaiono in frenata. Numeri negativi anche per quanto riguarda l'occupazione. Oggi salita a un valore record per questa regione ad altissima densità produttiva (7%) in base alle previsioni si avvia a sfiorare l'8% nel 2013.


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