Lavori Pubblici

Architettura «doc» con il concorso a tema: l'Umbria vara il regolamento sulla qualità nella progettazione

Maria Chiara Voci e Clara Attene

Il provvedimento approvato dalla Giunta prevede anche incentivi per i bandi da parte di privati - I temi delle competizioni saranno passati al vaglio da una Commissione per la qualità architettonica

Migliorare la qualità della progettazione architettonica del territorio attraverso lo strumento del concorso a tema. È questa la novità che entro quindici dall'attesa pubblicazione in bollettino sarà operativa in Umbria, dove la Giunta ha approvato il primo ottobre scorso il regolamento di attuazione della legge 6/2010 (scarica il testo in esclusiva per gli abbonati ).
L'esecutivo di Palazzo Donini è tra i primi in Italia a stilare delle norme dettagliate sulla materia e il concorso a tema rappresenta la principale innovazione contenuta nel regolamento e nello stesso testo di legge. Di fatto, si tratta di un'applicazione estensiva del concorso di idee: la Regione pubblicherà a breve un bando di gara, nel quale saranno individuate una o più tematiche di intervento ritenute rilevanti per l'intera realtà territoriale.

Entro 90 giorni dall'emanazione, i Comuni dovranno delimitare nel proprio territorio uno o più ambiti che rispondono alle caratteristiche del bando e proporli alla Regione. «Questa selezione potrà essere fatta anche da un gruppo di Comuni associati – spiegano i tecnici dell'assessorato all'Ambiente e politiche del Territorio – proprio per permettere la partecipazione anche a quelli di dimensioni più piccole, numerosi sul nostro territorio, o anche la selezione di aree con caratteristiche omogenee, ma suddivise fra diverse municipalità».
Spetterà poi alla Regione indire il concorso a tema, aperto anche a soggetti che non sono nelle condizioni di sviluppare le fasi successive del progetto, come dipendenti pubblici, professori universitari o neo laureati. Nel caso in cui l'amministrazione comunale decida di affidare i successivi livelli di progettazione a un professionista diverso dal vincitore del concorso, quest'ultimo verrà nominato «garante» dell'intervento e dovrà assicurare la coerenza tra il progetto e la proposta vincitrice.

Non solo. Il regolamento cerca di incentivare l'uso dei concorsi anche da parte di organismi di diritto pubblico o privato e da parte di semplici privati: chi si attiverà in questa direzione per dar corso a un intervento potrà, infatti, beneficiare della riduzione degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione in una percentuale variabile compresa tra il 5 e il 20%.
Il compito di selezionare i temi su cui bandire il concorso, di vagliare gli ambiti presentati dai Comuni e le proposte dei progettisti spetterà a una speciale Commissione per la qualità architettonica, seconda novità di rilievo introdotta dal regolamento. L'organismo, che resterà in carica per tre anni, sarà nominato con decreto del presidente della Giunta e sarà composto da un coordinatore (selezionato fra i funzionari degli uffici che si occupano di territorio), due dirigenti regionali, tre docenti universitari, un rappresentante dell'ordine degli architetti e uno dell'ordine degli ingegneri delle province di Perugia e Terni, uno dell'associazione nazionale costruttori (Ance Umbria), uno dell'associazione dei Comuni (Anci Umbria), uno dell'Accademia di bella arti di Perugia.
La creazione del nuovo ente sarà a costo quasi zero per l'amministrazione: il gettone di presenza più rimborso spese, infatti, spetterà ai soli componenti non dipendenti regionali e provenienti da fuori regione.
La Commissione avrà, infine, il compito di redigere ogni anno un rapporto con la proposta dei temi da sottoporre alla procedura di concorso, oltre a un report illustrativo della situazione della qualità architettonica nella Regione.


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