Lavori Pubblici

Piano casa, il Governo impugna la legge del Lazio

Giuseppe Latour

Il Consiglio dei ministri ha rotto gli indugi. E ha finalmente impugnato il piano casa del Lazio nella riunione di oggi. Facendo proprie le osservazioni che erano state avanzate prima dall'ex ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan e poi dal suo successore Lorenzo Ornaghi.

Nel mirino di palazzo Chigi è finita la legge n. 12 del 2012, che andava a modificare il primo piano casa delle giunta Polverini, contenuto nella legge n. 10/2011. La legge regionale, come detto, era già stato oggetto di osservazioni da parte del governo. E, proprio per correre ai ripari, il vicepresidente della Giunta Luciano Ciocchetti si era fatto promotore di una revisione della norma. Questa revisione, a quanto pare, non è stata sufficiente, visto che per Palazzo Chigi la nuova legge non fa che riproporre i punti già oggetto di contestazione con formulazione diverse. Insomma, è cambiata la forma ma non la sostanza.

Le contestazioni riguardano tutte l'articolo 1 della legge. E si concentrano essenzialmente sulla ripartizione di competenze tra Stato e Regione: il piano casa non rispetta, cioè, il ruolo assegnato alle soprintendenze in alcune procedure. Ancora, vengono prese di mira le norme che consentono la delocalizzazione di volumetrie realizzate in fascia costiera con premio di cubatura superiore al 50 per cento. Perché autorizzano a spostare volumetrie secondo criteri parecchio generici. E viene censurata la possibilità di costruire in zonae vincolate senza una specifica autorizzazione del ministero dei Beni culturali.

L'assessorato all'Urbanistica della Regione Lazio, dal canto suo, fa sapere che «il piano casa è pienamente in vigore. L'impugnativa in questione riguarda solo tre commi di un articolo della legge; tutto il resto è pienamente valido. Attendiamo sereni il giudizio della Corte costituzionale».


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