Lavori Pubblici

In Umbria l'autocostruzione diventa più facile

Maria Chiara Voci

Fra le novità della legge, c'è anche il nuovo potere concesso alla Giunta di finanziare interventi anche al di fuori di quella che sarà la prossima programmazione del Piano, con risorse di bilancio.

L'Umbria incentiva l'iniziativa di cittadini e cooperative, che decidono di "mettersi in proprio" per costruire la propria casa. E' uno degli effetti della legge di restyling della disciplina sull'edilizia residenziale pubblica, che è stata approvata il 25 settembre dall'aula del Consiglio regionale.
Finalità del provvedimento: dare una risposta adeguata ai nuovi bisogni dei nuclei familiari. Con una netta separazione, per la prima volta in Umbria, fra l'alloggio sociale e le agevolazioni per i servizi abitativi.
«La rivisitazione della legge – spiega Andrea Smacchi, consigliere del Pd e relatore di maggioranza – nasce dal bilancio di applicazione della legge 23/2003. Ad oggi risulta quasi ultimato il primo Piano triennale (2004-2006), che ha consentito la realizzazione di 1.627 alloggi, dei quali 293 a canone sociale, con un impegno finanziario pari a circa 78 milioni, ed è in stato avanzato il secondo Piano (2008-2010), con il quale sono stati programmati 687 alloggi, dei quali 177 a canone sociale, per circa 52 milioni. Per dare una risposta il più efficace possibile al fabbisogno, nel definire il programma 2010/2012 che deve partire entro l'anno e su cui stiamo raccogliendo le idee, si è deciso di affiancare alle categorie d'intervento tradizionali, azioni "sperimentali" di bioarchitettura, autocostruzione e interventi per categorie speciali».

In particolare, per l'autocostruzione è prevista la possibilità di stanziare contributi ai cittadini che soli o in cooperativa decidano di dedicare tempo libero all'edificazione di un'abitazione. Gli stanziamenti saranno gestiti dai Comuni, che avranno anche il compito di individuare le aree e i quartieri che possono essere deputati a questo genere di interventi. «Pensiamo – prosegue Smacchi – a un sostegno che potrebbe aggirarsi intorno ai 20-30mila euro per unità abitativa, pari grossomodo alla cifra oggi già assegnata, ad esempio, alle giovani coppie. Tenendo conto che il prezzo medio per appartamento si aggira sui 100mila euro, l'aiuto potrà coprire una parte significativa delle spese».
Fra le novità della legge, c'è anche il nuovo potere concesso alla Giunta di finanziare interventi anche al di fuori di quella che sarà la prossima programmazione del Piano, con risorse di bilancio. «Il Consiglio – conclude Smacchi – avrà un compito, al contrario, di valutazione e controllo sulle domande che saranno finanziate, tirando anche le somme sull'efficacia delle azioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA