Lavori Pubblici

Abruzzo, via libera alla legge che incentiva gli interventi di recupero

Maria Chiara Voci

Approvata in Consiglio regionale la legge che dà attuazione alle norme del Dl 106/2011 sul rilancio delle aree degradate con premi volumetrici per gli interventi di recupero e semplificazioni burocratiche anche per i cambi di destinazione d'uso. Saranno però i Comuni a dover decidere su quali parti del proprio territorio sarà possibile applicare la nuova disciplina

La trattativa fra maggioranza e opposizione per arrivare a un testo condiviso si è protratta fino a tardi. Ma, alla fine, all'una e mezza di stanotte, 19 settembre, è arrivato il via libera del Consiglio regionale dell'Abruzzo al nuovo testo di legge sull'edilizia, pensato con l'obiettivo di agevolare un settore che, anche nel Centro-Sud, sta facendo sentire, in modo pesante, i suoi effetti.

Il provvedimento, ora sul tavolo della segreteria dell'Assemblea che ha il compito di riordinare il novellato e di integrarlo con gli emendamenti, prende le mosse dal decreto sviluppo 106/2011 e dal tentativo di rilancio delle aree degradate.

«I capisaldi della legge – spiega il consigliere regionale del Pdl Lorenzo Sospiri, uno dei promotori della nuova disciplina – sono essenzialmente tre. La concessione di una serie di premialità, dal 20 al 50 per cento, a chi decide di investire nel recupero dell'esistente; più servizi per i cittadini, con importanti incentivi alla realizzazione degli standard urbanistici; lo snellimento di alcuni iter burocratici. La proposta è stata depositata in Consiglio a febbraio, ma nonostante il parere favorevole delle categorie e dei sindacati, siamo riusciti ad approvarla solo a settembre».

Come previsto a livello nazionale, l'Abruzzo consentirà per chi riqualifica, in maniera profonda o con demolizione e ricostruzione, un immobile esistente (la legge non incentiva in alcun modo il nuovo consumo di suolo, ma parla solo di operare sul costruito), inserito in aree degradate o zone della città che hanno modificato la propria funzione urbanistica, potrà godere di un 20% di volumetria premiale, nel rispetto dei limiti obbligatori di legge.

A questo bonus, sul territorio regionale, si potrà aggiungere in deroga ai Prg un ulteriore bonus del 20% se il privato investirà nella realizzazione di standard primari e secondari (non solo parcheggi, ma anche barriere architettoniche, spazi verdi, servizi), che potranno anche essere monetizzati (sulla base dei parametri dell'Agenzia del Territorio), qualora si rischi un aggravio del carico urbanistico. Infine altri premi del 5% sono previsti per chi raggiunge la classe energetica A o B, secondo la classificazione in vigore in Regione, o per chi smantella coperture in amianto. La norma vale sia per fabbricati residenziali che terziari o industriali, anche se in questo secondo caso l'incentivo di base parte dal 10 per cento.

«La legge – prosegue Sospiri – favorisce poi i cambi di destinazione d'uso, rendendo più semplice il passaggio fra categorie che vengono definite omogenee, comparabili e quindi integrabili. Ad esempio, nel caso di un albergo in disuso, non sarà magari possibile trasformarlo in residenza, ma potrà invece essere adibito ad housing sociale o residenza vacanze. Così anche un capannone industriale potrà ospitare terziario avanzato, senza bisogno di un passaggio in Consiglio, ma con una semplice autorizzazione dirigenziale».

Uno degli emendamenti approvati ieri in aula restituisce, però, un potere di veto in mano ai Comuni. «Entro 60 giorni dalla promulgazione della legge, che uscirà in Bur nel giro di un ventina di giorni al massimo – conclude Sospiri – i Comuni potranno decidere, con una delibera di aula, se avvalersi o meno della legge sul proprio territorio o su parte di esso. Toccherà sempre alle amministrazioni municipali individuare le aree di degrado urbano o con una carenza di standard». A questo punto, il privato che vuole realizzare e rientra nei termini potrà presentare domanda e sarà autorizzato, se tutti i documenti sono conformi, con permesso di costruire.


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