Lavori Pubblici

Toscana, al debutto il Durc d'ufficio e lo stop alla Dia per l'esercizio di attività economiche

Silvia Pieraccini

I contenuti della proposta di legge appena trasmessa al Consiglio regionale: niente asseverazione del tecnico competente per l'avvio di nuove attività e procedura semplificata per gli impianti «verdi»

La Toscana semplifica il proprio ordinamento normativo e ne «approfitta» per completare l'attuazione della recente disciplina statale sulla liberalizzazione delle attività economiche (legge 27/2012 e 35/2012). È così che, nella proposta di legge appena trasmessa dalla Giunta regionale al Consiglio, debuttano l'acquisizione d'ufficio da parte delle pubbliche amministrazioni del Durc per le procedure relative ai lavori pubblici e privati dell'edilizia, e la procedura abilitativa semplificata (Pas) per la costruzione e messa in opera degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

La legge prevede anche l'introduzione della Scia, al posto della Dia, come titolo abilitativo per l'esercizio di una serie di attività economiche tra cui agriturismo, manifestazioni fieristiche, strutture veterinarie, utilizzo delle acque minerali, gestione di piscine private a uso collettivo. In pratica, sarà sempre consentito l'inizio dell'attività contestualmente all'effettuazione della segnalazione e non sarà necessario attendere i trenta giorni (previsti con la Dia) utili alla Pa per effettuare i controlli preventivi. E non sarà neppure richiesta l'asseverazione del tecnico competente, così come previsto dalla normativa statale.
Inoltre, viene semplificata la documentazione di impatto acustico (d'ora in poi basata sulla rumorosità dell'attività che si intende svolgere), con la previsione di una gamma di possibilità che comprendono la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà per quelle attività che non superano i limiti di emissione fissati dal piano di classificazione acustica comunale.
Infine, per aprire alla concorrenza il mercato dei servizi pubblici, si prevede la possibilità di autorizzare servizi bus in concorrenza con quelli effettuati dal gestore legato alla pubblica amministrazione da un contratto di servizio.


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