Lavori Pubblici

La Liguria amplia le sanzioni nel settore delle certificazioni energetiche

Jada C. Ferrero

La mini-riforma recepisce anche le ultime norme in fatto di rendimento degli edifici

Certificazioni energetiche non veritiere: la Liguria rimodula il tema della vigilanza, introducendo controlli e sanzioni salate per gli attestati mendaci. Multe in vista per attestatori e proprietari insinceri. L'Assemblea legislativa ligure ha dato il via libera ieri, martedì 24 luglio, a un ddl (n° 204 approvato dalla giunta regionale il 10 febbraio 2012) che modifica in diversi passaggi la legge-cardine sull'energia in Liguria (Lr 22/2007).
Fra i 14 articoli del testo, in corso di numerazione e pubblicazione sul bollettino ufficiale, spicca il n° 12 che estende sensibilmente la portata del "vecchio" articolo 33 sulle sanzioni, ampliando il ventaglio delle fattispecie punibili. Fin qui avevano normato il profilo soltanto Piemonte e Lombardia.
Il livello sanzionatorio si è alleggerito nel corso dei lavori in commissione, rispetto alla stesura originale, ma rimane significativo: il direttore lavori che consente la realizzazione di un intervento in modo non conforme, con assegnazione di una classe di efficienza energetica superiore a quella effettiva, incorre in una sanzione compresa fra i mille e i 3mila euro (in origine 5-15mila). Ridotta della metà la "pena" per il committente. Se la difformità comporta poi prestazioni energetiche inferiori ai requisiti minimi previsti dal futuro regolamento (la Giunta regionale dovrà produrlo), il livello raddoppia.
Il giro di vite riguarda non soltanto gli errori "veniali" ma anche e soprattutto le dichiarazioni mendaci, con sanzioni comprese fra i mille e i 7mila euro.
Per i tecnici abilitati sono anche previste la comunicazione all'ordine/collegio di appartenenza, e la sospensione dall'elenco dei certificatori che può arrivare fino a 3 mesi, nel caso si tratti di una "prima volta", e fino a due anni, in caso reiterato. Multe in vista anche per i venditori e i locatori che non ottemperano all'obbligo dell'Ace (attestato di certificazione energetica).
La mini-riforma ligure recepisce inoltre le ultime norme in fatto di rendimento energetico degli edifici (tra i quali la direttiva 2002/91/C poi modificata dalla 2010/31/Ue, quest'ultima per ora recepita dalla sola provincia di Bolzano). Le modifiche introdotte riguardano prevalentemente il titolo IV della Lr 22/2007. Sono riviste le definizioni degli elementi rilevanti ai fini della valutazione della prestazione energetica, non con mero rimando ai parametri nazionali, bensì attraverso una serie di autonome definizioni.
Novità, arriva un contributo (l'entità sarà definita dal regolamento) a carico dell'attestatore, per ogni certificato redatto. Gli introiti, incamerati dalla Regione, finanzieranno i controlli, affidati ad Are, l'Agenzia regionale per l'energia.
La legge infine dispone che gli edifici occupati da enti pubblici e abitualmente frequentati dal pubblico con una metratura utile totale di oltre 500 metri quadrati debbano essere dotati dell'attestato entro il 31 dicembre 2013. Come previsto dalla direttiva comunitaria, dal 9 luglio 2015 la soglia di 500 metri quadrati è abbassata a 250 metri quadrati.


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