Lavori Pubblici

Appalti, sul divieto di ribasso la provincia di Bolzano costretta a fare marcia indietro

Maria Chiara Voci

L'impossibilità per l'azienda subappaltatrice di applicare ulteriori sconti rispetto a quelli pattuiti tra aggiudicatario e stazione appaltante - prevista nelle legge varata a febbraio - è risultata in contrasto con la normativa nazionale

Marcia indietro della Provincia autonoma di Bolzano sul tema dell'applicazione di ribassi da parte delle imprese che lavorano in subappalto.

La vicenda risale a febbraio. Con la riforma alla disciplina provinciale sugli appalti (contenuta nella legge 5 del 27 febbraio 2012, che modifica la precedente legge 6/1998), l'amministrazione altoatesina aveva infatti stabilito (comma 5 dell'articolo 1) che, in caso di subappalti fra diverse imprese, l'azienda subappaltatrice non potesse applicare sconti ulteriori rispetto a quelli pattuiti nell'appalto tra ì'aggiudicatario e la stazione appaltante. L'obiettivo era tutelare soprattutto le imprese locali.
La previsione, però, è risultata in contrasto con la normativa statale. La Provincia ha dunque deciso di adeguarsi e fare dietrofront.

Il 12 luglio, l'aula di consiglio ha approvato la legge 14/2012 (già in vigore, dal 18 luglio, dopo la pubblicazione sul Bollettino del 17 luglio, n. 29) che fa rivivere il comma 3 dell'articolo 54 della vecchia legge provinciale 6/1998 e rende, pertanto, nuovamente lecito un ribasso, purché nel limite del 20%.
«La norma sugli appalti del 2012 - ha spiegato in aula l'assessore Florian Mussner - permette di favorire l'economia locale, costituita in prevalenza da piccole e medie imprese. Per questo, avevamo deciso di provare ad inserire nella legge un articolo come quello contestato», a garanzia delle realtà minori. Tuttavia, la competenza primaria in materie di negoziazioni da parte del Governo ha reso necessaria la rettifica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA