Lavori Pubblici

Tre norme urgenti per riqualificare le aree urbane degradate venete

Franco Tanel

«Contiamo di unificare i tre testi - afferma Stefano Peraro (Udc) - per approvare la legge il più presto possibile, ma oramai andremo ragionevolmente dopo le ferie estive»

Sono all'esame della commissione urbanistica del Consiglio Veneto i tre progetti di legge (firmati dal presidente della stessa commissione Andrea Bassi, dalla Giunta Regionale e dal consigliere dell'Udc Stefano Peraro) che hanno l'obiettivo di stabilire norme straordinarie ed urgenti per la riqualificazione delle aree urbane degradate in attuazione dell'articolo 5 del decreto legge 70/2011 il cosiddetto Decreto Sviluppo. Il Veneto, infatti a differenza di altre Regioni che si sono limitate ad adottare le norme nazionali, vuole rendere più incisiva e profittevole questa opportunità anche per rilanciare il settore dell'edilizia alle prese con una crisi nerissima.

«Gli obiettivi che tutti e tre i progetti di legge hanno - spiega Stefano Peraro - sono competitività, semplificazione e riqualificazione. Noi vogliamo puntare non solo al recupero degli edifici, ma ad una rigenerazione urbana che tenga conto anche degli aspetti ambientali, sociali e culturali. Puntiamo a dare valore al progetto nel suo complesso e lo strumento individuato, è quello del Pua che consente una contrattazione tra le parti. E' più flessibile e consente di valutare la proposta nel suo insieme».

Nei giorni scorsi i tre progetti sono stati illustrati, nel corso di una audizione, alle categorie interessate dalle quali sono giunti anche una serie di suggerimenti.
«Contiamo di unificare i tre testi - conclude Peraro - per approvare la legge il più presto possibile, ma oramai andremo ragionevolmente dopo le ferie estive».
Scorrendo i tre testi sono evidenti alcuni aspetti peculiari: innanzitutto, rispetto al testo del DL 70/2011 la regione punta a definire in maniera più chiara il concetto di aree urbane degradate, poi l'obiettivo è quello di creare uno strumento permanente e non contingente da mettere a disposizione dei Comuni. La Regione quindi mette a punto una "legge cornice" e i Comuni poi deliberano criteri e modalità di attuazione. Anche perchè le realtà sono molto diverse se si guarda alla situazione delle grandi città rispetto ai comuni montani o a quelli turistici sulla costa. Sarà quindi ogni Comune ad individuare i fenomeni di degrado urbano e a fissare gli obiettivi di riqualificazione e le azioni necessarie.


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