Lavori Pubblici

In Sardegna boom del piano casa, dal 2009 a oggi interventi per 600 milioni

Jada Ferrero

I dati del primo monitoraggio: secondo gli uffici regionali alla scadenza del piano, fissata per novembre, le domande avranno superato quota 32mila

Ai sardi piace il piano-casa, opportunità-finestra di carattere straordinario per ampliare immobili, che sull'isola si chiuderà il 29 novembre prossimo. La stima è che si supereranno le 32mila domande. All'incirca due sardi ogni cento se ne sono avvalsi. E' una stima contenuta nel primo rapporto di monitoraggio sull'attuazione del piano, (scarica il testo ) effettuato a sei mesi dal lancio della seconda finestra, scattata in dicembre.

Un po' come in Veneto – unica altra regione italiana – gran successo per lo strumento lanciato nel 2009 dal governo Berlusconi col doppio scopo di rilanciare l'edilizia e consentire agli italiani di ingrandire la propria casa, a certe condizioni. La regione isolana guidata oggi da Ugo Cappellacci aveva modulato localmente lo stimolo normativo con un primo piano casa, la Lr 4 del 23 ottobre 2009 (modificata dalla Lr 11/2011) con scadenza 24 ottobre 2011, approvandone poi un secondo (Lr 21 del 21 dicembre 11), l'attuale.

Dal momento del primo lancio, sotto il microscopio degli uffici regionali (la Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e vigilanza edilizia), grazie a un "periscopio" informatico, sono finite le dinamiche di 71 Comuni-campione (con oltre un milione di abitanti, pari al 62% della popolazione, vedi tabella ). A marzo, circa 4mila nuove domande si erano aggiunte al cumulo delle quasi 16mila già totalizzate. Un flusso in divenire. L'identikit del cittadino sardo ricorso allo strumento racconta che: è quasi sempre un privato; l'ha usato in massa per scopi residenziali; si è affrettato a ogni scadenza.

Non solo. Secondo il report, supera i 600 milioni di euro il valore della massa di interventi generati in Sardegna dal piano casa, fra le origini e il marzo scorso . E' una stima cui i tecnici arrivano calibrando anche sui Comuni non censiti il dato delle 20mila istanze effettivamente pervenute nei 71 casi-campione, per cui si arriva a un'ipotesi di 32mila domande finali. Un'ulteriore analisi è ora in corso sui singoli Comuni.

Dai primi 6 dossier completi - sui cagliaritani Sestu, Selargius, Sinnai, Capoterra, e poi Dorgali (Nu), Castelsardo (Ss), con 528 domande accolte – emergono i primi valori accertati, riguardo alle ricadute economiche sul territorio (vedi tabella ). «Nei 6 Comuni – calcolano gli estensori - si è ipotizzato un costo medio a metro cubo di intervento pari a € 450/mc. Considerando le volumetrie globali autorizzate, circa 45mila mc, si perviene a una stima di poco superiore a circa 19 milioni, che corrisponde in media a 38mila euro a intervento».

Anche solo ipotizzando che metà delle 20mila istanze dei 71 Comuni-campione abbia esito positivo, si arriva a una ricaduta di 378,3 milioni, che diventerebbero 608 milioni nel caso l'asticella finale del traffico domande si fermi, come pronosticato, sulle 32mila istanze.


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