Lavori Pubblici

Sardegna, interventi in agro con almeno un ettaro

Le possibilità di edificare nelle zone agricole sono subordinate all'effettiva connessione con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo

Arrivano i chiarimenti sulle zone agricole in Sardegna. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Nicola Rassu, ha approvato il documento contenente gli indirizzi interpretativi dell'articolo 13 bis della Legge regionale 4 del 2009, come modificata dalla Legge regionale 21 del 2011.
Il provvedimento dell'esecutivo interviene a dare direttive univoche in materia di tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree destinate all'agricoltura, superando le divergenti interpretazioni delle amministrazioni locali emerse anche dalle numerose richieste di chiarimenti pervenute alla Regione.
«Prosegue il nostro impegno nell'offrire alle amministrazioni locali e di conseguenza ai cittadini maggiore chiarezza per l'attuazione della legge 21 e permettere a tutti di godere appieno dei suoi benefici - ha commentato l'assessore Nicola Rassu. La Giunta regionale ha dunque emanato un atto finalizzato ad agevolare gli enti locali nell'esecuzione del disposto legislativo e, allo stesso tempo, a salvaguardare l'esigenza di una uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale».
Nello specifico, il provvedimento ha chiarito che la superficie minima per gli interventi in agro sia di almeno un ettaro, incrementabile con apposita delibera dei Comuni sino a un massimo di tre ettari, fermo restando che le possibilità di edificare nelle zone agricole sono subordinate all'effettiva connessione con le funzioni di conduzione agricola e zootecnica del fondo, con particolare predilezione per quegli interventi che assicurano il recupero del patrimonio edilizio esistente.
Per gli interventi inoltre l'indice massimo di edificabilità per le nuove residenze è pari a 0,03 mc/mq per il primo ettaro da ridurre del 50% per il secondo e del 75% per i successivi. Il documento affronta inoltre le varie fattispecie nelle zone agricole con particolare riferimento agli edifici per le residenze, ai fabbricati e gli impianti connessi alla conduzione agricola, zootecnica e all'itticoltura del fondo, ai fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali, alle strutture per il recupero terapeutico dei disabili e per le strutture per agriturismo.
«L'atto di indirizzo che la Giunta Cappellacci ha assunto si pone come obiettivo quello di salvaguardare il paesaggio rurale con tutte le sue peculiarità e preservare inoltre le sue identità», ha proseguito l'esponente della Giunta.
«Al contempo, attraverso uno sviluppo sostenibile delle attività agricole, il provvedimento mira a consentire un corretto e razionale utilizzo del territorio, da un lato, salvaguardando le peculiarità delle zone agricole dallo sfruttamento senza controllo e, dall'altro, favorendo lo sviluppo dell'esercizio delle attività connesse all'agricoltura».


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