Lavori Pubblici

Appalti, a Trento la procedura diventa digitale

Maria Chiara Voci

L'amministrazione ha approvato il nuovo regolamento: iter più snello, costi ridotti e tempi certi per i pagamenti

La Provincia di Trento, all'avanguardia in Italia, punta sulla totale informatizzazione per la gestione delle procedure di appalto. E' il primo e forse più importante effetto introdotto dal nuovo regolamento appalti, che attua la legge quadro del 2008 (più volte ridiscussa con il Governo, per rrivare a un testo capace di fondere le competenze statali con quelle della provincia autonoma) e che è stato approvato martedì 8 maggio dall'amministrazione Dellai.
Il passaggio all'iter digitale, che tramite un apposito software consente non solo all'amministrazione di rendere accessibile online tutta la documentazione di gara, ma anche ai partecipanti di compilare in rete la propria offerta, che viene poi criptata e può essere aperta dalla commissione aggiudicatrice solo attraverso la ricezione di una chiave elettronica, è già operativa per le procedure negoziate e i cottimi fiduciari. «Ma – promette la Provincia – nel giro di due anni sarà estesa a tutti appalti, anche sopra il milione». Due i vantaggi immediati: il contenimento degli errori formali e una sensibile riduzione dei costi, sia a vantaggio dell'amministrazione che per le società e imprese che partecipano ai bandi.
Del resto, come spiega Alberto Pacher, vicepresidente e assessore ai lavori pubblici della Provincia autonoma di Trento, «il via libera al regolamento, dopo un lungo lavoro di confronto, è la testimonianza tangibile della risposta tempestiva della politica alla crisi che interessa il settore delle costruzioni. Il documento contiene una serie di elementi innovativi che vanno nella direzione di migliorare gli iter di assegnazione degli appalti».
Ma non solo. «Con il regolamento – spiegano gli uffici tecnici – si è anche deciso di riportare l'attenzione sulla centralità del progetto». D'ora in poi, in Trentino, le opere pubbliche potranno essere programmate a valle di uno studio di fattibilità, capace di dimostrare non solo l'esigenza di un'opera, ma anche la sua sostenibilità finanziaria in relazione alle risorse di bilancio, ai limiti del patto di stabilità e alla capacità delle singole amministrazioni di portare a termine l'intervento.
Tempi certi sono introdotti anche sul fronte dei pagamenti: attraverso la possibilità, da parte dell'amministrazione, di saldare anche direttamente i subappaltatori in regola con i Durc (sarà inserita una clausola automatica in ogni contratto, che varrà salvo diversa indicazione da parte dell'aggiudicatario); grazie alla decisione di procedere ogni due mesi, indipendentemente dalle lavorazioni effettuare, al pagamento degli stati avanzamenti lavori, per evitare che si accumulino arretrati.
Maggiore responsabilità verrà, infine, data ai progettisti che resteranno tali, con compiti di controllo, fino alla fine dei lavori e il cui compito non si esaurirà con la chiusura del progetto. Il regolamento distingue, inoltre, dal progettista in modo chiaro la figura del direttore lavori. Mentre in caso di progettazioni affidate all'esterno, secondo un principio di responsabilità, anche la validazione dovrà essere effettuata al di fuori degli uffici della PA.


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