Lavori Pubblici

Il Piemonte accelera sul Piano città: per riqualificare basta l'ok del Comune

Maria Chiara Voci

Il Piemonte dà un spinta all'applicazione del piano città (decreto sviluppo 70/2011 convertito nella legge 106/2011). Con una circolare esplicativa, pubblicata sul bollettino ufficiale n. 19 di questa mattina (10 maggio 2012, scarica qui il testo del provvedimento ), la Regione interpreta alla lettera i contenuti della disciplina nazionale e punta a favorire l'avvio di interventi di riqualificazione urbana del tessuto edilizio esistente, consentiti in deroga ai Piani regolatori.

La circolare, primo caso in Italia (altre regioni sono intervenute con leggi regionali, solitamente per limitare il campo di applicazione della norma statale), avrà ricadute importanti per il territorio e potrebbe consentire l'avvio, nei prossimi mesi, di decine di operazioni attualmente in fase di stallo.

Due gli ambiti di applicazione, su cui vengono sollecitati i Comuni. Il primo riguarda gli interventi che mirano a razionalizzare o riqualificare il patrimonio edilizio esistente e che possono essere autorizzati dal Consiglio comunale, senza necessità di un confronto con gli enti sovraordinati (in particolare la Regione) e senza necessità di varianti urbanistiche o di strumenti urbanistici esecutivi. A patto che quanto proposto risponda alle finalità di riconversione del territorio e non riguardi centri storici, aree agricole o libere, edifici abusivi e non sanati o zone a inedificabilità assoluta.

Un secondo ambito di intervento riguarda, poi, i singoli edifici, che non sono inseriti in zone degradate, ma il cui restyling si sposa con l'interesse della collettività. Anche in questo caso, spetta alle amministrazioni cittadine vagliare le condizioni di partenza e concedere o meno un via libera a procedere, anche contemplando un cambio di destinazione d'uso.


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