Lavori Pubblici

Fonti rinnovabili, obbligo di compensazione ambientale per i maxi impianti

Maria Chiara Voci

La Basilicata cambia le regole per l'installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. La nuova legge, che dovrebbe essere pubblicata sul bollettino del 1 maggio con il numero 13/2012, è stata approvata il 20 aprile dal Consiglio regionale, introduce novità rispetto alla precedente legge regionale 1/2010 e si fonda su tre cardini fondamentali.

«Innanzitutto - spiega Vito Marsico, dirigente dell'ufficio Energia - viene recepito il Dlgs 28/2011, con le relative semplificazioni». In particolare, come previsto fra le possibilità a discrezione delle regioni, viene estesa la Pas, cioè la procedura abilitativa semplificata, per tutti gli impianti fino a 1MW. Viene inoltre previsto il regime della comunicazione per gli impianti fino a 50 kW, di qualunque tipologia, eccetto il fotovoltaico sui tetti, per il quale non è previsto alcun limite di potenza.

Per evitare, tuttavia, un uso smodato della norma, gli impianti eolici e fotovoltaici fra i 200kW e 1MW che fanno capo a uno stesso proponente possono essere autorizzati con procedura semplificata a patto che siano ubicati a una distanza superiore a 2 km. In caso contrario si deve usare l'istituto dell'autorizzazione unica.

«Un secondo cardine della legge riguarda alcuni chiarimenti rispetto alla norma già in vigore in Basilicata - prosegue Marsico -. La legge 1/2010 dispone per chi realizza impianti sopra 1 Mw la necessità di effettuare opere di compensazione ambientale, inserite all'interno di un apposito piano di sviluppo locale. Si tratta ad esempio di ripristino del verde, di piantumazioni o interventi per il risparmio energetico. Con il nuovo testo, abbiamo chiarito definitivamente che l'appalto di queste opere spetta ai comuni, a cui i privati versano i fondi».

La legge 13 affina inoltre le procedure per il versamento degli oneri istruttori, chiarendo che quando un progetto è respinto con la richiesta di integrazioni, se viene ripresentato non è più soggetto al pagamento.

«L'ultima parte della legge - conclude infine il dirigente - riguarda le soglie imposte alle potenze delle installazioni, che rispetto al passato dovranno essere alzate per effetto degli obiettivi inseriti nel decreto di recepimento del burden sharing. Per questa ragione, l'amministrazione ha deciso di favorire alcune tipologie di impianti, eliminando i limiti. È ad esempio il caso del fotovoltaico integrato o se integrato sui tetti, degli impianti destinati all'aiuto produzione, così da agevolare anche la competitività delle imprese, e dei piccoli o micro impianti eolici, fotovoltaici e idrici fino a 200kW e di biomasse fino a 500kW».


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