Lavori Pubblici

Veneto, piano triennale da 2,2 miliardi

Finanziati 365 interventi di difesa del suolo e quattro interventi per completare il sistema ferroviario metropolitano

Infrastrutture e lavori pubblici per 2.216 milioni di euro, per metà provenienti da capitali privati (1.242 milioni). A tanto ammonta il programma triennale di lavori pubblici approvato dal Consiglio regionale del Veneto, con i voti di Pdl e Lega e il voto contrario del Pd, Sinistra veneta e
l'astensione dei gruppi Idv, Udc, Unione Nordest e del consigliere Giuseppe Berlato Sella (Pd). Il programma 2011-2013, illustrato in aula dal presidente della commissione Lavori pubblici Nicola Finco (Lega), prevede interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle sedi e del patrimonio regionale, il finanziamento di 365 interventi di difesa del suolo, quattro grandi interventi per il completamento del Sistema ferroviario metropolitano veneto (25 milioni di euro per la prima fase e 140 milioni per la seconda fase), il potenziamento di alcune infrastrutture stradali da realizzarsi in project financing (statale Valsugana, Nogara-mare, Grande raccordo anulare di Padova, sistema delle tangenziali Verona-Vicenza-Padova, la tratta Este-Legnago della Sr 10 Padana Inferiore).
Infine, il programma triennale prevede un investimento di 7 milioni per la protezione civile per costruire il nuovo centro regionale per le emergenze ad alta dotazione tecnologica, e l'affidamento ai privati - tramite la finanza di progetto - del restauro di villa Simes-Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova).
Riserve sulla copertura sulle opere preventivate sono stati espressi da Pietrangelo Pettenò,
consigliere della SinIstra veneta. «Siamo sicuri che ci saranno i soldi per fare tutti questi interventi? - ha chiesto Pettenò - Dobbiamo ancora votare il bilancio di previsione 2012 e non abbiamo mai fatto un piano pluriennale di programmazione della spesa, del resto cosa impossibile vista l'incertezza dei finanziamenti».
«Questo programma è anacronistico e fuori tempo, non ha la copertura finanziaria e crea aspettative che non potranno essere soddisfatte», ha affermato Stefano Fracasso (Pd). La capogruppo del Pd Laura Puppato ha evidenziato l'incongruenza tra il programma regionale 2011-2013 dei lavori pubblici, che finanzia il primo e il secondo stralcio del Sfmr, e il bilancio di previsione 2012 che azzera ogni risorsa per il sistema metropolitano veneto. «Questa delibera di programmazione si fonda sul nulla - ha detto Laura Puppato - perchè non trova alcuna corrispondenza nei dati di bilancio».
«Il programma elenca una serie di opere utili e attese dal Veneto - ha detto Antonino Pipitone (IdV) motivando il voto di astensione del proprio gruppo - ma il vero problema sono le risorse: fondi non ce ne sono, a parte i 40 milioni di euro di ricavi realizzati dalla Cav (la società regionale di gestione del Passante) che potrebbero essere utilmente impiegati per finanziare opere infrastrutturali».
Carlo Alberto Tesserin (Pdl) ha ricordato che da dieci anni la Regione Veneto si è dotata di una legge di programmazione che prevedeva appunto il raccordo tra programmi degli interventi e piani di spesa con un orizzonte pluriennale. Quanto al piano triennale dei lavori pubblici, Tesserin ne ha auspicato il raccordo con il piano triennale della mobilità e delle strade inserendovi anche la Romea commerciale e le opere connesse.
«La scelta di adottare lo strumento del programma triennale discende da una scelta di programmazione fatta da questo Consiglio - ha replicato l'assessore Massimo Giorgetti - e dà trasparenza e pubblicità delle competenze della Regione. Il piano potrà essere modificato in relazione al reperimento delle risorse, ma almeno definiamo con chiarezza quali siano le opere di competenza regionale».


© RIPRODUZIONE RISERVATA