Lavori Pubblici

Maglie larghe sulle assegnazioni delle case pubbliche

Massimo Frontera

Il nuovo regolamento regionale per l'edilizia residenziale pubblica e il '"atto per la Casa". Sono i due punti cardine per le nuove politiche abitative in Lombardia, sottolinea l'assessore alla regionale alla casa Domenico Zambetti.


Il nuovo regolamento regionale per l'edilizia residenziale pubblica e il 'Patto per la Casa'. Sono questi i due punti cardine per l'attuazione delle nuove politiche abitative, illustrate dall'assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti. «I quartieri di edilizia residenziale pubblica - ha detto Zambetti - devono essere considerati luoghi per ridare vita alle città e alle periferie, garantendo sia il mix sociale sia il mix funzionale, con aree residenziali dotate di tutti i servizi complementari ed essenziali per la qualità dell'abitare».
In particolare, ha detto l'assessore, «con il nuovo regolamento - ha spiegato Zambetti - abbiamo rivisto le linee regionali per la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, come ad esempio quelle che stanno permettendo di assegnare centinaia di abitazioni già considerate 'sottosoglia', ma pienamente fruibili, a particolari categorie: studenti, lavoratori fuori sede, Forze dell'Ordine e lavoratori dell'Atm".
Inoltre, la Regione sottoscriverà a breve il 'Patto per la Casa', con l'obiettivo di costruire insieme strategie capaci di rispondere ai bisogni abitativi reali.
"E' la chiave di volta - ha proseguito l'assessore - per l'attuazione delle nuove politiche abitative ed è un percorso impegnativo per tutti gli attori coinvolti, non solo gli interlocutori tradizionali quali Aler, Organizzazioni sindacali e Amministratori locali, ma anche nuovi soggetti del mondo economico-finanziario, sociale e professionale come Abi (Associazione delle banche italiane), Caritas, mondo cooperativo, ordini professionali degli architetti, dei notai".
Tra i punti qualificanti del Patto per la casa, c'è la predisposizione di un Piano regionale per la riqualificazione energetico-ambientale, a cominciare dalla rimozione dell'amianto, del patrimonio abitativo pubblico e poi lo sviluppo dei fondi immobiliari. «Per il 2012 - ha detto l'assessore - siamo convinti di portare il Fondo Immobiliare federato Lombardia, che oggi dispone di 200 milioni di euro, a una disponibilità di 400 milioni di euro. In programma anche l'incremento dell'offerta abitativa in affitto mediante completamento dei programmi di investimento in corso, il recupero del patrimonio Aler inutilizzato e misure per l'utilizzo del patrimonio invenduto.


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