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Prezzi delle case, nel 2014 perso il 4,2% del valore: listini tornati a cinque anni fa

Massimo Frontera

Lo dice l'Istat nella nota diffusa il 3 aprile sull'andamento dei listini abitativi nel corso del 2014. Resiste il segmento del nuovo (-2,2%), calo più accentuato per le case usati (-5,0%)

Nel 2014 è proseguoto il calo dei listini medi delle abitazioni, in continuità con l'anno prima, sia pure con un'attenuazione. Lo dice l'Istat nell'ultima nota sul mercato immobiliare diffusa il 3 aprile. I prezzi delle nuove abitazioni sembrano avere resistito all'erosione del valore rispetto alle case usate. Ma questo non ha evitato al segmento delle nuove case di riportare indietro le lancette del tempo a cinque anni fa.

Prezzi dell'usato calano a velocità doppia rispetto a quelli del nuovo
Nel 2014 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti in media del 4,2% rispetto al 2013 (quando la variazione media annua era stata del -5,7%). Lo rileva l'Istat sottolineando che il calo è dovuto a una riduzione del 5,0% dei prezzi delle abitazioni esistenti (dopo il -7,2% del 2013) e del
2,2% dei prezzi di quelle nuove (era -2,4% nel 2013).

Per la prima volta - sottolinea l'Istat - prezzi delle abitazioni nuove sono più bassi di quelli medi registrati nel 2010. Il calo congiunturale interessa i prezzi sia delle abitazioni esistenti (-1,0%) sia di quelle nuove (-0,7%). Analogamente la flessione tendenziale, che continua a ridursi in ampiezza (un punto percentuale in meno rispetto a quella del trimestre precedente), è - spiega l'istituto - la sintesi delle diminuzioni dei prezzi sia delle abitazioni esistenti (-3,6%) sia di quelle nuove (-1,2%), con un differenziale in valore assoluto che si riduce di sei decimi di punto percentuale (2,4 punti percentuali da 3,0 del terzo trimestre).
Negli ultimi cinque anni, i prezzi delle case si sono ridotti complessivamente dell'11,5%.

L'istituto di statistica osserva che nell'ultimo anno la flessione si è ridimensionata e ci sono stati segnali di ripresa dei volumi compravenduti (in crescita del 3,6% secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate). In particolare nell'ultimo trimestre del 2014, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, sono scesi dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,9% nei confronti dello stesso periodo del 2013.

Il calo dei listini era stato previsto da alcuni osservatori. Secondo Nomisma il decremento medio proseguirà ancora quest'anno per arrestarsi nel 2016 e - finalmente - invertire la rotta nel 2017 .

Confedilizia: il calo dei prezzi è sottostimato dall'Istat
«Dall'Istat, immancabilmente, arrivano nuovi dati negativi sul mercato immobiliare, in crisi ormai dall'inizio del 2012, anno d'introduzione dell'Imu. Questa volta i numeri riguardano i prezzi, in calo da oltre tre anni. Si tratta, peraltro, di dati persino sottostimati, non potendo essi evidenziare la perdita di valore che hanno subìto tutti quegli immobili che ad un atto di compravendita non riescono neppure ad arrivare, a causa del blocco che il mercato continua a soffrire».
Ad affermarlo la Confedilizia secondo sui «è necessario ed urgente interrompere questo stillicidio di notizie negative per il comparto immobiliare e per l'intera economia». «Per farlo, l'unica strada è dare un segnale forte di inversione di tendenza sulla tassazione degli immobili, quasi triplicata rispetto al 2011. Solo in questo modo può sperarsi di restituire fiducia, e quindi possibile sviluppo, ad un settore stremato», si conclude nella nota.

Il comunicato dell'Istat


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