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Nomisma, nelle grandi città i prezzi delle case risaliranno nel 2017

Massimo Frontera

Compravendite in risalita quest'anno e listini in ripresa solo dal 2017. Scordarsi i numeri del passato: «Nessuna crescita travolgente è alle porte»

Il tunnel durerà un altro anno e mezzo: nel 2015 i prezzi delle residenze e degli uffici proseguiranno la discesa, perdendo in media un altro 3% circa. A questo punto i prezzi avranno toccato il fondo, e ci resteranno per tutto il 2016. Il risveglio arriverà l'anno successivo, «con una risalita tra il 2,5% e il 3% a seconda dei comparti». È quanto prevede l'Osservatorio sul mercato immobiliare, curato da Nomisma e presentato questa mattina a Milano, presso Assolombarda.

Una ripresa arriverà, ma - mette subito in chiaro Nomisma - la cesura con il passato è netta. Inutile rimpiangere il mercato a cavallo tra gli anni '90 e 2000: quei numeri non torneranno più: «Nessuna crescita travolgente è alle porte, niente di paragonabile alla prepotente ascesa che ha caratterizzato gran parte dello scorso decennio», dice Nomisma ai nostalgici. Anche per il settore del credito, «la consapevolezza degli eccessi del passato e il mancato smaltimento di molte "scorie" prospetta, quindi, una situazione di relativo attendismo».

In altre parole, si è consumato un cambiamento strutturale che vede il mercato avvicinarsi a una ripresa ma con ritmi assolutamente non paragonabili a quelli del passato.

In particolare l'Istituto bolognese ha messo sotto la lente i mercati delle 13 grandi città. In tutti i casi, il 2015 chiuderà con una diminuzione dei prezzi correnti rispetto al 2014. Un calo che è compreso tra il -1,6% di Milano di -3,8% di Firenze. Il 2016 sarà, come si diceva, un anno sostanzialmente interlocutorio, con andamento piatto e in qualche caso un anticipo di ripresa in alcune aree, come a Milano (+1,7%) o Genova (+1,4%). Infine il 2017 porterà la risalita generalizzata, con punte di +3,9 (Genova), +3,6% (Padova) e 3,5% (Torino, Milano, Catania). Gli incrementi più bassi sono attesi a Firenze (+1,9%), Napoli (+2,1%) e Bari (+2,5%).

Le tabelle con le previsioni sui listini medi di case, uffici e negozi negli anni 2015-2017

Secondo Nomisma, alla fine del 2015 ci saranno circa 50mila compravendite di abitazioni in più, per un totale atteso di 468mila transazioni residenziali. Più in generale, per il biennio 2016-2017 Nomisma stima un aumento delle compravendite che porterà a oltrepassare la soglia delle 500mila, «nulla a che vedere con i dati del periodo 2004/2007, quando le transazioni annue si attestavano oltre le 800.000 unità». Per l'istituto bolognese, la prospettiva, superata l'ascesa, «è quella di una stabilizzazione delle compravendite su livelli più bassi rispetto a quelli pre-crisi».
Gli investimenti in costruzioni, tuttavia, peggioreranno quest'anno, «con un'intensità negativa superiore rispetto a quella prevista nel novembre 2014 (-1,2%, rispetto al -0,3% stimato in precedenza)». Inversione nel 2016, con un incremento dell'1,6% «grazie al miglioramento della domanda interna e un contestuale indebolimento delle restrizioni bancarie».

Nelle 13 grandi città, le compravendite abitative del 2014 sono state concluse con un tasso medio di sconto (tra prezzo chiesto e prezzo pagato) leggermente inferiore rispetto al passato. Tuttavia nelle 13 città intermedie è successo il contrario, con uno sconto più elevato rispetto all'anno prima. Analogamente, anche l'altro indicatore - dato dal tempo medio di vendita - vede il dato peggiore nelle aree urbane di media dimensione («con sequenze temporali straordinarie straordinariamente alte» e una situazione migliore nelle grandi città.


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