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Residenziale, qualcosa si muove: compravendite a +1,5% nel primo trimestre

Massimo Frontera e Mauro Salerno

Dopo due anni di cali, nel primo trimestre 2014 l'Istat rileva una crescita delle convenzioni notarili pari all'1,5% per le abitazioni e all'1,3% per l'immobiliare in generale

Anche l'Istat, dopo l'Agenzia delle Entrate, segnala una ripresa delle compravendite nel primo trimestre di quest'anno. Il dato - sostanzialmente - conferma il trend già certificato dall'osservatorio immobiliare delle Entrate lo scorso giugno, relativamente all'andamento degli scambi tra gennaio e marzo 2014. Il dato dell'Istat riguarda le convenzioni di compravendita ed è riferito a vari segmenti del mercato (abitazione e accessori, artigianale, commerciale, industriale, uffici, fabbricati rurali).

Ebbene, rispetto allo stesso periodo del 2013, le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà nel settore immobiliare sono cresciute dell'1,3% (rispetto a un -10,3% tendenziale registrato nel I trimestre 2013); il segmento abitativo ha visto una crescita dell'1,5% (rispetto a un calo tendenziale di -10,3% registrato l'anno prima); gli immobili per l'impresa hanno visto un dinamismo ancora maggiore, con un +1,6% (rispetto a un -10,1%).

In valori assoluti, sono state registrate 140.716 convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà di unità immobiliari, di cui il 93,1% ha riguardato trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo ed accessori (131.072), il 6,3% unità immobiliari ad uso economico (8.860) e lo 0,6% (784) unità immobiliari ad uso speciale e multiproprietà.
Dal punto di vista geografico brillano le regioni del Nord, con un incremento pari all'8,1%, nettamente più vivace degli incrementi registrati nelle regioni del Nord-Est (+3,6%). Continua invece il decremento nelle regioni del Sud (-2,9%), nelle Isole (-2,7%) e nel Nord Ovest (-0,7%).
In decisa crescita anche le convenzioni abbinate a un mutuo (in tutto 63.084), cresciute del 5% (contro un -6,3% tendenziale registrato nel primo trimestre del 2013).

Complessivamente, il dato è significativo perché - ricorda l'Istat - arriva «dopo due anni di variazioni negative in tutti i comparti immobiliari». Tuttavia, anche l'Istituto di statistica (come pure l'Agenzia delle Entrate) ci tiene a ricordare che tale incremento «è in parte attribuibile agli effetti che ha avuto la riforma della tassazione dei trasferimenti immobiliari a titolo oneroso che ha comportato di regola, a decorrere dal 1° gennaio 2014, un alleggerimento della tassazione degli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere».

In altre parole il primo trimestre ha beneficiato di contratti di acquisto appositamente rimandati a dopo il gennaio 2014 per beneficiare di una più favorevole fiscalità.

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