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La Spezia, 17 associazioni e ordini firmano il patto per la casa

Al. Le.

L'iniziativa nasce «dall'Home day» promosso in autunno dall'Ance. Le proposte saranno presentate a Regione Liguria, enti locali e banche

Diciassette associazioni e ordini professionali uniti per la casa. Su iniziativa di Ance La Spezia, le associazioni che rappresentano i proprietari, gli inquilini, i consumatori e gli ordini professionali del settore edile hanno presentato il 29 luglio il «Patto per la Casa».
Con il documento i sottoscrittori hanno messo a fattor comune le professionalità e le esperienze maturate nei rispettivi ambiti, dando vita ad un coordinamento,con l'obiettivo di essere promotori di reali azioni che valorizzino il bene casa e per individuare iniziative che possano aiutare a dare risposte alla domanda di abitazioni ancora presente in provincia.

Le proposte elaborate dal tavolo provinciale per la casa saranno presentate alla Regione Liguria, alle singole amministrazioni locali e alle banche.
Il tema della casa, infatti, è un argomento trasversale che coinvolge tutti non solamente chi di essa vive e chi in essa vive, ma anche il Governo, il Parlamento, la Regione, sino a raggiungere le singole amministrazioni comunali.
Il patto prende origine da una proposta formulata dall'associazione dei costruttori nel novembre scorso in occasione della prima giornata per la casa - "Home day" - indetta dal sistema Ance per chiedere al Governo e alle amministrazioni locali di attivare con la massima urgenza un'azione coordinata affinché la casa ritorni a svolgere il ruolo sociale ed economico che storicamente ha avuto nel Paese.

L'obiettivo dell'iniziativa è quello di garantire a ogni cittadino un'abitazione decorosa e consona alle proprie esigenze, infondere nuova linfa vitale al settore edilizio e immobiliare, al fine di rilanciare l'economia del Paese.

Gli ordini e le associazioni condividono l'idea che le maggiori criticità che necessitano essere superate per sbloccare il comparto dell'edilizia siano l'eliminazione e la riduzione delle difficoltà di accesso al credito, con strumenti già esistenti quali i fondi di garanzia dello Stato, da incrementare, anche attraverso gli enti locali; l'introduzione di meccanismi premiali di detrazioni fiscali ed esenzioni pluriennali dalle imposte sulla casa per gli edifici anche ad uso commerciale, sia nuovi che soggetti ad adeguamento, ad elevata efficienza energetica e rispondenti ai criteri antisismici.

I firmatari hanno concordato sulla necessità di un radicale cambio culturale, che faccia uscire la casa dalla destinazione di mezzo per incrementare le entrate dello Stato e degli enti locali, riattribuendo ad essa il valore fondamentale riconosciuto anche dalla Costituzione.

Il protocollo per la casa è lo strumento con il quale rappresentanti dei proprietari, degli inquilini, dei consumatori, degli ordini professionali e delle imprese del settore edile fanno fronte comune per presentare nuove istanze e proposte ai propri interlocutori.

Alcuni numeri sulla casa
Il dato che oltre l'80% percento degli italiani sono proprietari di casa non deve indurre a ritenere che il fabbisogno abitativo nel nostro paese non esiste. Se si fa il confronto nel periodo 2001-2011 fra il numero delle abitazioni messe in cantiere in Italia (circa 228mila l'anno) e nuove famiglie (circa 316mila l'anno) risulta un fabbisogno potenziale di circa 700mila abitazioni.
Se a questo si somma l'andamento dei provvedimenti di sfratto emessi in Italia dal 2008 che registra un forte aumento di quelli emessi per morosità (+77,4% in cinque anni) e, parallelamente, una diminuzione di quelli per finita locazione (- 30,8%), appare evidente che la casa è un tema sociale molto sentito.

Emergenza presente anche in ambito locale, in quanto in provincia dai 187 sfratti per morosità del 2011 siamo passati a 198 nel 2012 e ai 289 del 2013.
Da argomento legato a dare risposta ai fabbisogni primari delle famiglie il passo è molto breve nel considerare la casa quale elemento economico importantissimo per riattivare il sistema economico della provincia. Basti pensare che una domanda aggiuntiva di 10 milioni investiti nelle costruzioni genera una ricaduta complessiva sull'intero sistema economico di 34 milioni di euro, di cui: 10 milioni nelle costruzioni; 10 milioni nei settori direttamente e indirettamente collegati;
14 milioni nei settori attivati dal moltiplicatore della spesa delle famiglie.
Sempre una domanda aggiuntiva di 10 milioni di euro nelle costruzioni genera un incremento occupazionale complessivo di circa 170 unità di cui 100 nelle costruzioni e 70 nei settori collegati.

I firmatari del patto sono: Ance La Spezia, Adiconsum, Adoc, Anaci, Associazione piccoli proprietari Appc, Collegio geometri, Confappi, Confedilizia, Federconsumatori, Fiaip, Fimaa, Ordine architetti Ppc, Ordine regionale geologici, Ordine ingegneri, Sunia, Uniat, Uppi.


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