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Alla conquista della Cina, l'italiana Arcotecnica realizzerà 35 «destination center»

Massimiliano Carbonaro

Il progetto ha un orizzonte di 15 anni. In corso i primi due centri per il divertimento e il turismo. A fianco della società italiana c'è il gruppo cinese Jihua

Dalla smisurata Cina alla piccola Sardegna si inseguono le nuove forme di turismo all'Eire di Milano. Tra le numerose nuove operazioni presentate spicca quanto sta facendo il Gruppo Arcotecnica con la sua controllata Arcoretail in Cina. La ricerca di nuove soluzioni legate al commercio, al divertimento e al turismo ha prodotto i Destination Center. Con questo slogan, Arcoretail vuole indicare una struttura con precise vocazioni turistiche per diventare un centro di attrazione per un territorio. Ecco la straordinarietà di quanto mostrato all'Eire è che di questi Destination Center ne devono realizzare 35 in 10-15 anni distribuiti in tutta la Cina in posizioni strategiche, con particolare attenzione alle città con un alto tasso di incremento demografico (è previsto un considerevole aumento della percentuale di acquisti del settore abbigliamento e un'alta domanda di turismo) e i primi due sono già in corso di costruzione con un investimento per ogni struttura di 240 milioni circa.

A fianco del gruppo italiano c'è una realtà cinese come il Gruppo Jihua, una società di proprietà statale e quotata alla Borsa di Shanghai specializzata nella produzione di attrezzature tecniche per militari e servizi di sicurezza che li ha selezionati perché alla ricerca di uno sviluppatore dal gusto italiano. Gusto italiano chiamato a reinterpretare i principali temi cinesi. «Essendo luoghi turistici - spiega Luca Bastagli Ferrari, Ceo di Arcoretail - l'architettura è fondamentale. È finito in Cina il tempo dei paesini fake, imitazione di altre realtà del Mondo. Noi abbiamo rivisitato la loro architettura e urbanistica, togliendo tutto l'oro, i fregi, ma cercando uno sviluppo orizzontale». Ognuna di queste strutture si sviluppa su un'area tra i 200mila e i 300mila mq, prevede fino a 250 negozi fino a 120mila mq di commerciale ma soprattutto un complesso dedicato alle attività sportive ed un albergo.

L'hub sportivo concentra al suo interno spazi per fare il surf, il paracadutismo, lo sci o il climbing con una struttura alta circa 20 metri. E rappresenta la struttura in altezza del complesso insieme all'albergo che non si erge per più di tre piani mostrando un disegno circolare che riprende le tradizionali toulou cinesi con al centro la reception e un insieme di servizi e nella struttura ad anello le camere con l'affaccio all'interno o all'esterno. Per quanto riguarda i primi due impianti, quello di Changchun e di Chongqing sono già partiti i lavori di costruzione: si calcola che saranno completati per la primavera del 2015.

Mentre dalla Sardegna arriva il progetto di Jana (dalle domus de Janas – le case delle fate della tradizione sarda), la società legata al gruppo Mazzella, che sta sviluppando presso Arbatax nel comune di Tortolì, un'area di 170mila mq per realizzare un nuovo borgo dedicato al turismo diffuso e all'artigianato (con 50 laboratori di produzione e vendita). Il piano attuativo della trasformazione con 24mila mq di slp di residenziale, oltre 13mila di albergo diffuso e 12mila mq di case in multiproprietà è già stato approvato con un accordo di programma tra Regione e Comune e si è entrati nella fase del rilascio della concessione edilizia. L'intera operazione prevede un investimento complessivo da circa 160 milioni di euro per cui Jana sta cercando dei coinvestitori all'Eire (ma intendono partire comunque).


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