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Il mercato delle case nuove si difende nella trincea della qualità, ma fa sempre più fatica

Massimo Frontera

La doppia tendenza fra il mercato abitativo del nuovo e quello dell'usato è ormai ben delineata. Nel primo caso il prodotto viene premiato dai listini, nel secondo caso, invece il mercato accelera la corsa al ribasso. La duplice tendenza è ben individuata dall'Istat, che oggi ha pubblicato i dati sull'indice del mercato abitativo.

Vai al comunicato integrale dell'Istat (link )

Negli ultimi tre mesi del 2012 l'Istituto di statistica certifica che l'indice dei prezzi delle case compravendute ha visto un decremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno prima e dell'1,5% rispetto al trimestre precedente. Il calo congiunturale, sottolinea l'Istat, è il quinto consecutivo. Preoccupa la diminuzione su base annua: «la più marcata delle quattro registrate nel corso del 2012». Ma questo indice sintetico non dice tutto, perché tiene insieme sia le case acquistate per investimento sia quelle acquistate per bisogno, sia le case di nuova costruzione che le case esistenti.

Meglio invece guardare i numeri che distinguono tra le abitazione usate e quelle nuove (che l'Istat individua fra quelle che hanno come parte venditore una società e non una persona fisica). Le abitazioni nuove, anche se rispetto al trimestre precedente hanno subito una flessione dello 0,3%, hanno però messo a segno una crescita tendenziale dello 0,8 per cento. L'Istat ci dice insomma che il nuovo tiene, anche se riesce sempre meno a contrastare difficoltà congiunturali "sistemiche". I numeri suggeriscono una lettura, condivisa dalle associazioni dei costruttori edili: e cioè che la parte acquirente – anche in tempi di crisi – è disposta a riconoscere il valore degli edifici moderni ed efficienti sotto il profilo energetico.

Il mercato del nuovo riesce ancora a difendersi – purtroppo con crescenti difficoltà – nella trincea della qualità, scelta per marcare la differenza con il mercato dell'usato. Mercato dell'usato che sembra invece precipitare senza freni verso il basso. Infatti, l'Istat ci dice che nel 2012 i prezzi dell'usato hanno lasciato sul terreno il 6,9% e hanno perso il 2,2% nell'arco di appena tre mesi.
La duplice tendenza è ben riassunta dal comunicato dell'Istat: «È la terza volta consecutiva, quindi, che i prezzi delle abitazioni nuove registrano un rallentamento dei tassi di crescita rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre, sempre su base annua, i prezzi delle abitazioni esistenti presentano diminuzioni via via più marcate a partire dal quarto trimestre del 2011».

Il doppio trend emerge ancora più chiaramente se si prendono a riferimento gli andamenti nel corso dell'intero 2012, che portano l'Istat a concludere che mentre le case di nuova produzione hanno visto un saldo positivo dell'indice, pari a +2,1%, il mercato dell'usato ha chiuso l'anno con un bilancio negativo, pari a -4,7 per cento.


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