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Assoimmobiliare: «Incentivi per valorizzare edifici pubblici e privati. Puntare su fondi immobiliari e Siiq»

Massimo Frontera

Nel giorno in cui l'Agenzia delle Entrate ha diffuso l'ultimo - pesantissimo - bilancio sull'economa del real estate (link ), Assoimmobiliare avanza la sua proposta per risollevare il settore, elaborata insieme all'Abi e alla Fondazione Notariato.

Lo fa direttamente dal Mipim di Cannes, il salone immobiliare in svolgimento sulla Costa Azzurra.

Assoimmobiliare, per bocca del suo presidente, Aldo Mazzocco, lancia il tema dell'Infrastruttura Immobiliare", intesa come «componente protagonista sempre più rilevante dell'attività immobiliare/edilizia, tanto da avere superato per importanza le nuove costruzioni».

«Intervenire sull'Infrastruttura Immobiliare (case, uffici, scuole, carceri, ospedali, etc), significa alimentare in modo diffuso e capillare la piccola e media impresa dell'indotto edilizio non già per realizzare prodotto nuovo, forse inutile alla luce dell'evoluzione demografica e della saturazione del territorio, bensì per rendere più efficiente l'infrastruttura fisica all'interno della quale la popolazione vive, lavora, consuma e trascorre il tempo libero», spiega una nota di Assoimmobiliare.

Vai alle proposte di Assoimmobiliare (link )

«Gli investimenti pubblici e privati sul patrimonio immobiliare, rispetto anche ai pur indispensabili investimenti sulle grandi infrastrutture, presentano indubbi vantaggi macroeconomici sia in termini di diffusione nel tessuto economico su tutto il territorio, sia in termini di ritorni di efficienza complessiva della nazione», si legge ancora nella nota.

Più in dettaglio il piano degli immobiliaristi, tocca diversi punti, con al primo posto una «analisi strutturale» dei patrimoni da valorizzare. Servono poi incentivi alla «finanziarizzazione dei patrimoni, per renderli liquidi e finanziabili con diverse fonti di finanziamento». Utilizzando fondi Immobiliari e Siiq, sostiene l'associazione, «è possibile, soprattutto rimediando ad alcune imperfezioni normative, far convergere sui vari sub patrimoni immobiliari, preventivamente segmentati e dotati di business plan, i capitali italiani e stranieri essenziali per rimettere in movimento il mercato».

Non è tutto. Serve anche «una radicale semplificazione e una ragionevole omogeneizzazione delle normative urbanistiche regionali», dice Assoimmobiliare e una nuova legge urbanistica, peraltro già oggetto di una proposta degli immobiliaristi.


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