Casa Fisco Immobiliare

Battuta d'arresto per i casa-bond: se ne parlerà dopo le elezioni

Massimo Frontera

Frenata al tavolo tra ministero dello Sviluppo economico, Cassa depositi, costruttori e banche sulle misure per favorire l'accesso al credito delle famiglie

Si allontanano i cosiddetti "casa-bond", le misure per favorire l'accesso al credito delle famiglie nell'acquisto della casa. Nell'ultima riunione di martedì del tavolo tra ministero dello Sviluppo, Cassa depositi e prestiti, Ance e Abi si è registrata una frenata sulla volontà di chiudere il lavoro fatto finora, sollecitato dai costruttori e stimolato dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera.
Le elezioni sono ormai alle porte e sembra prevalere la linea di chi vuole attendere l'esito delle consultazioni e la formazione del nuovo governo prima di dare il via a un strumento che mette sul piatto, come è nelle previsioni, una dote iniziale di almeno dieci miliardi euro. Secondo indiscrezioni sarebbe l'Associazione dei bancari a premere improvvisamente sul piede del freno. Certo è che la conclusione imminente del tavolo, annunciata dieci giorni fa, slitta.

Alla base del progetto c'è una forma di garanzia nei confronti delle banche dei mutui casa per le famiglie, tramite l'emissione di covered bond destinati a investitori istituzionali con capofila la Cassa depositi e prestiti. Come plafond iniziale è stata appunto indicata la cifra di dieci miliardi di euro di raccolta a medio-lungo termine (da 15-20 anni).

La garanzia aggiuntiva sui bond - caratteristica che rende questi strumenti previsti dalla legge 130/1999 più sicuri e ne contiene i rendimenti - sarebbe fornita dal trasferimento delle stesse garanzie ottenute dalla banca sul patrimonio immobiliare mutuato. Nell'ipotesi alla base del lavoro sarebbe sancito anche un forte vincolo negli impieghi perché le risorse andrebbero destinate a mutui per abitazioni con standard edilizi ed energetici elevati.

La soluzione elaborata rappresenta anche un espediente "artigianale" per così dire a una grave falla sistemica nel sistema del credito, cioè il fatto che a fronte della difficoltà di raccolta a breve e lungo termine, gli istituti di credito hanno conseguentemente chiuso i rubinetti sui mutui a lungo termine, sia chiesti dalle famiglie, sia anche dalle imprese per investimenti.


L'accordo a quattro (Ance, Abi, Cdp, Mise) ha l'obiettivo di intervenire a sostegno delle famiglie per dare sfogo alla domanda strozzata di prime case. I costruttori scommettevano sulla chiusura a breve del tavolo, dopo l'assenso pieno di Cdp al progetto, e contando anche sul fatto che la misura non avrebbe richiesto alcun intervento legislativo. Era anche stato abbozzato il primo bond multibanca con sottoscrizione di Cdp e altri investitori istituzionali. Le elezioni sembrano aver congelato, per ora, il progetto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA