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Nel 2012 il mercato immobiliare abitativo ha visto un calo del 12% dei prezzi e di oltre il 17% delle compravendite

Massimo Frontera

Il primo semestre del 2013 il mercato immobiliare in Italia sarà caratterizzato da una «stagnazione del volume degli scambi e da una continua pressione ribassista». È questa in sintesi la previsione della Fiaip, federazione degli agenti immobiliari, che hanno diffuso a Roma le loro stime sulla dinamica del mercato immobiliare nei prossimi mesi.
A pesare sul mercato è il «clima di sfiducia generalizzato dei potenziali acquirenti che, in attesa della definizione di una più saggia politica fiscale messa in atto dal nuovo governo incentrata, quantomeno, sulla chiarezza delle imposte e del loro ammontare, resteranno in parte "alla finestra" e in parte attenderanno "tempi migliori" riversandosi, momentaneamente, sul mercato degli affitti». Un po' di luce arriverà solo nel secondo semestre 2013, ma «a condizione che siano stati avviati processi di ammodernamento strutturale di tutta la politica economica e fiscale sull'immobiliare».

Quanto al 2012, l'anno si è chiuso nel modo peggiore. Per le compravendite immobiliari - si legge nel report diffuso dalla Fiaip - si registra un andamento medio dei prezzi in calo dell' 11,98% per le abitazioni, mentre crolla il numero delle compravendite che si attesta a -17,22% nel 2012. Netto calo dei prezzi per le locazioni ad uso abitazione -5,60% e delle locazioni commerciali -12,5% rispetto al 2011.

«Sebbene il mercato - sottolinea il report - abbia scontato dall'inizio della crisi ad oggi, oltre il 40% di diminuzione del volume degli scambi e un calo dei valori che in media si attesta a circa il 25%, il mattone ha garantito in Italia una "tenuta" superiore rispetto ad altre forme di investimento, attraverso il sostegno di una "domanda consolidata" che ha contenuto ulteriori ribassi scongiurando il verificarsi dell'esplosione della tanto richiamata "bolla"».

Infine il report immobiliare urbano presentato a Roma rimarca che «il comparto immobiliare è stato evidentemente provato durante il corso dell'anno, sebbene la forbice tra prezzo richiesto e prezzo offerto si è ridotta del 5% rispetto al 2011, facendo segnare il 15%. Permangono però false aspettative di prezzo per gran parte dei proprietari-venditori rimasti ancorati ai valori immobiliari del 2007 non più realizzabili».


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