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La ripresa comincerà dal mercato residenziale, ma intanto i prezzi continueranno a scendere anche nel 2013. Ance: serve un fondo di garanzia per le famiglie

Massimo Frontera

La ripresa arriverà dal settore residenziale, ma non prima dell'estate 2013, stima Scenari Immobiliari. Per quest'anno il segno meno caratterizzerà ancora listini, scambi ed erogazione di mutui

Nel primo semestre del 2012 il mercato residenziale in Italia ha registrato un calo di circa il 15% rispetto a un anno fa. Lo certifica Scenari Immobiliari , che prevede quest'anno per l'immobiliare in Italia un calo a fine anno di un 2% di fatturato complessivo (che si attesta a 110 miliardi). I prezzi delle residenze scenderanno mediamente quest'anno del 2,2% (e di un ulteriore -1,3% nel 2013). Ancora peggiore si stima l'andamento del mercato degli uffici (-1,6% quest'anno e -0,5% nel 2013) e capannoni (-2,3% quest'anno e -1,6% nel 2013). Tengono, relativamente, i listini dei negozi (-0,1% nel 2012 e -0,3%).

Scenari ha presentato il suoOutlook per il 2013 in apertura del tradizionale appuntamento di Santa Margherita Ligure.

«Lo scorso anno - ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari - avevamo parlato di un mercato ancora difficile, con una ripresa prevista solo nel 2015. L'andamento conferma questa linea con un andamento ancora stazionario nel 2013, ma senza crolli. In linea con quanto sta accadendo negli altri Paesi. I prezzi delle case sono calati dell'11% in cinque anni, come la media europea».

«Ma la ripresa non scende dal cielo - ha aggiunto Breglia -: è necessario che tutti lavorino perché questo accada. Come in altri Paesi europei occorrono stimoli fiscali per i privati acquirenti e norme che attirino gli investimenti esteri, non certo le autoriduzioni di canoni della pubblica amministrazione. Aiuti ai fondi immobiliari che investono in residenza. Sicuramente vanno anche ripensati i prodotti, meno cari e più ecosostenibili».

Il mercato italiano, «nonostante la consistente quota di prodotto nuovo invenduto, quantificato in circa 180mila alloggi, resta debole, a causa delle incertezze complessive del sistema, dalle pensioni alla sanità», si legge nel rapporto di Scenari.

L'introduzione dell'Imu, segnala sempre l'Outolook, «oltre ad avere un impatto reale sui bilanci delle famiglie, ha ridotto la propensione all'acquisto, soprattutto nelle fasce più deboli. L'erogazione di mutui si è quasi dimezzata rispetto ad un anno fa e la cifra media ottenuta è calata sotto i 140mila euro».

Pertanto, «le prospettive per la seconda parte dell'anno e per il 2013 sono fortemente condizionate dal clima economico e dalla possibilità, che appare remota, di una ripresa dei finanziamenti. Le compravendite resteranno deboli con una previsione di circa il 10,5 per cento in meno rispetto al 2011, collocandosi su poco più di 500mila scambi. Le quotazioni sono leggermente calate a livello nazionale (meno 2,2 per cento), anche se c'è una notevole divaricazione tra zone centrali e nuove iniziative».

Il quadro italiano non fa eccezione nel contesto europeo. Il fatturato dei cinque maggiori Paesi europei - stima Scenari - avrà un calo dell'1,3% quest'anno, ma è prevista una inversione l'anno prossimo con un più 1,6 per cento, superando i 616 miliardi di euro.

In base a un sondaggio effettuato tra agosto e settembre da Scenari Immobiliari tra 80 top manager del real estate in Italia e in Europa un inizio di ripresa è atteso nell'estate del 2013.

In Italia la ripresa sarà guidata dal settore residenziale, i cui primi spiragli di miglioramento sono attesi nel primo trimestre 2013 da oltre un terzo del panel, mentre una percentuale intorno al 7,5% si aspetta una crescita già nell'ultimo trimestre di quest'anno.

Si prevede un aumento degli acquisti non solo da parte delle medie e grandi società, ma anche da parte dei piccoli investitori che, nonostante l'inasprimento fiscale, giudicano l'investimento immobiliare difensivo ed una possibile fonte di reddito complementare a pensioni sempre più impoverite.

Ance: un fondo di garanzia statale per i mutui delle famiglie. «Per superare le difficoltà di accesso al mutuo che stanno impedendo alle famiglie di acquistare casa e al mercato immobiliare di ripartire è necessario un nuovo ruolo da parte dello Stato. Una soluzione può essere un fondo di garanzia pubblico per l'erogazione dei mutui alle famiglie che aiuterebbe a ridurre fortemente i rischi di credito legati all'instabilità dei redditi da lavoro».

È quanto ha detto il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, commentando il quadro tracciato da Scenari Immobiliari sullo stato di salute del comparto residenziale e sulla necessità di stimoli fiscali per la ripresa del mercato.

«Le buone notizie che vengono dall'Europa sul fronte della Bce - ha proseguito il presindete dell'Ance – fanno sperare che presto si possa riattivare il circuito del credito a favore delle imprese e delle famiglie che hanno sempre più difficoltà ad accedere al bene casa».

«Come avviene in altri Paesi europei come Germania e Inghilterra – ha concluso Buzzetti - un fondo di garanzia statale, unito a politiche di alleggerimento del costo fiscale sulle compravendite, risulta una risposta concreta per sbloccare il meccanismo che si è inceppato sul fronte del finanziamento immobiliare e dare una soluzione al fabbisogno abitativo di migliaia di nuove famiglie».


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