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Tengono le grandi città, più difficile l'acquisto della casa

Massimiliano Carbonaro

Non c'è stato il temuto crollo del mercato residenziale nel 2011, ma continua il calo tendenziale delle compravendite di abitazioni in Italia. È quanto emerge dal consueto rapporto elaborato dall'Agenzia del Territorio in collaborazione con l'Abi, che fotografa l'andamento degli scambi di case nel nostro Paese.

Rispetto al 2010, l'andamento delle compravendite nel 2011 ha fatto segnare un -2,3% nell'anno. Il rapporto , presentato a Roma, mostra il continuo cedimento del mercato residenziale dai fasti del 2006-2007 quando il numero delle transazioni era arrivato al picco di 869mila unità, poi scivolate fino alle 603mila nel 2011. Soprattutto i primi due trimestri dell'anno hanno fatto segnare un trend negativo ancora più marcato con un 3,6% e -6,6% mentre il resto dell'anno ha mostrato una lieve crescita migliorando il risultato finale rispetto al 2010 anche se i valori sono rimasti appunto negativi.

Se si guarda la fotografia geografica del mercato si osserva che nei comuni del Nord-Ovest che da soli pesano per il 32% dell'intero comparto il calo è stato meno accentuato con un meno 1,5% tra un anno e l'altro.

A tenere più in generale sono stati i capoluoghi e le grandi città dove il decremento è stato minimo, mentre i centri non capoluoghi hanno sofferto maggiormente: uno dei dati più positivi dello studio riguarda le otto principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze). Queste metropoli hanno fatto segnare un rialzo nel numero delle compravendite del 2,4% nel 2011 con un fatturato stimato pari a 25,2 miliardi di euro in aumento del 3,2% rispetto all'anno precedente. «Veniamo da 10 anni di bassa crescita - ha commentato il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini - ma non drogata da fenomeni speculativi ed in particolare da bolle immobiliari. L'Italia è un Paese con i fondamentali solidi in cui l'incidenza del debito delle famiglie italiane non è particolarmente elevata e non presenta tratti patologici».

I prezzi medi al mq ma su scala nazionale si aggirano intorno ai 1.584 euro con un leggerissimo aumento rispetto al 2010. L'analisi effettuata dall'Agenzia del territorio e dall'Abi ha affrontato anche il tema dell'accessibilità alla casa per le famiglie (non particolarmente incrinatasi nell'anno appena conclusosi) e soprattutto la stima delle condizioni di accessibilità ad un mutuo. Nel 2011 le compravendite di abitazioni attraverso prestito bancario risultano in calo del 4,5% a fronte della crescita del 9,4% del 2010. A diminuire sono stati ovviamente anche i capitali erogati per i mutui che nell'anno passato ammontava a 34,3 miliardi di euro con un meno 4,9% (ma questa percentuale è più marcata per il Sud -8,4% e le Isole -8,9%) rispetto all'anno ancora precedente. Il nodo è la possibilità da parte delle famiglie di accedere ad un mutuo. Ma secondo le analisi effettuate la quota di nuclei famigliari che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del muto è intorno al 50%, in linea con il primo semestre del 2010.


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