Casa Fisco Immobiliare

A Roma e Milano motore al minimo.
A crescere sono solo gli sconti sul prezzo e i tempi di vendita

Massimo Frontera

Secondo Nomisma, il mercato immobiliare non annuncia alcun risveglio. Il trend è anzi di un ulteriore contrazione dei prezzi in generale in Italia, a cominciare dalle grandi città

Nessuna ripresa in vista per il mercato immobiliare. A deludere d'un colpo le speranze del mercato è l'ultimo rapporto Nomisma, dedicato in particolare alle 13 città intermedie ma contenente anche un'analisi complessiva della situazione globale dell'immobiliare, incluse Roma e Milano, le città che solitamente anticipano le tendenze generali.
La stima di Nomisma è pessimistica. «Il quadro di debolezza e di inerzia descritto non pare autorizzare professioni di ottimismo - dice lo studio bolognese parlando delle 13 principali città -.
Le risultanze dei modelli individuano nella stagnazione la prospettiva più probabile per il prossimo biennio per il mercato immobiliare al dettaglio, mentre l'allentamento della pressione
internazionale legata al debito sovrano potrebbe favorire, a partire dal secondo semestre del 2012, una timida ripresa sul versante corporate».

A Roma e Milano tutti i listini sono previsti in ribasso nel prossimo biennio. I prezzi delle case scenderanno i media dell'1,6% nel 2012 e di un altro 0,8% nel 2013. In calo anche gli uffici (-2,1% e -1,1%) e i negozi (-1,7% e -1,3%).
In generale continua il braccio di ferro tra domanda e offerta. Le difficoltà di accesso al credito hanno esasperato un fisiologico squilibrio tra l'eccesso di offerta rispetto alla domanda; ma la
scelta di non cedere sui valori immobiliari, portata avanti con determinazione dal comparto immobiliare, ha ulteriormente irrigidito il mercato. Il risultato è la progressiva contrazione degli
scambi, scesi sotto i 600mila a fine 2011 (esattamente 598.224), il valore più basso dal picco raggiunto nel 2006 (845.051 unità). Secondo Nomisma il numero delle compravendita delle
abitazioni scedenderà ancora nel corso del 2012, abbassandosi a 594.037 unità.

La prova del nove del difficile dialogo tra domanda e offerta, arriva come sempre da due indicatori strettamente collegati ai listini: il tempi di vendita, arrivato superare i sei mesi in tutte le tipologie immobiliari; lo sconto praticato, che ha superato il 13 per cento.
In particolare nelle 13 città media - il «paniere» cui Nomisma ha dedicato un apposito focus - i prezzi sono scesi di 1,9% per le abitazioni nuove, -2,2% per quelle usate, -1,9% per i negozi,
-2,3% per gli uffici, -1,7% per i box e garage e -4,6% per i capannoni industriali. Tutte flessioni, sottolinea il rapporto, superiori a quelle registrate nel 2010.


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