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A Roma, 165mila mq da trasformare

Massimo Frontera

Si partirà dalle ex autorimesse di San Paolo, Vittoria e Piazza Ragusa. L'ad Gabbuti (Atac Patrimonio): «Prima le manifestazioni di interesse e poi le gare per la vendita basate su un progetto di qualità».


Oltre 165mila metri quadrati, pari a un decimo del nuovo quartiere romano di espansione a Ponte di Nona, da trasformare e valorizzare. Sono questi i numeri del patrimonio immobiliare dell'Atac che emergono da una ricerca del Labic, il Laboratorio Abitare la Città Contemporanea guidato da Giovanni Caudo in qualità di docente presso il dipartimento Studi Urbani dell'Università di Roma Tre.
Valorizzare gli immobili ma con progettualità, cercando di unire la capacità edificatoria con la necessità di contribuire a dotare le aree di servizi: il tutto mirando a mettere in risalto le caratteristiche costruttive ed architettoniche degli edifici. Questi gli obiettivi da raggiungere secondo lo studio portato avanti dagli studenti di architettura della facoltà romana. La maggior parte degli spazi edificabili, il 30% pari a circa 54mila metri quadrati, sono le tre ex rimesse dell'azienda di trasporto pubblico: San Paolo, Vittoria e Piazza Ragusa.

Presumibilmente anche le prime da avviare sul mercato immobiliare con una gara. «Stiamo completando i progetti di massima - ha riferito l'amministratore delegato dell'Atac Patrimonio, Gioacchino Gabbuti -; poi pubblicheremo degli avvisi per sollecitare le manifestazioni di interesse e poi partiranno le gare, non prima del 2013». Le gare saranno per la dismissione di ciascun asset sulla base di un progetto proposto all'azienda romana di Tpl. «Daremo molta importanza alla qualità del progetto - ha voluto sottolineare il manager dell'Atac - anche se ancora non sappiamo quali saranno i punteggi indicati nel bando relativi all'offerta economica e alla qualità».

La ricerca Labic
La ricerca dell'Ateneo Romano ha però posto l'accento sulla quantità del carico urbanistico previsto, che andrebbe a gravare sui comprensori acuendo il problema della già carente dotazione di servizi pubblici nell'area (verde, parcheggi, strutture pubbliche o altro). Secondo la ricerca del Labic, infatti, carichi urbanistici così elevati «richiedono un fabbisogno di spazi per attrezzature pubbliche» e quindi «la trasformazione urbanistica di questi immobili non solo non contribuirà ad apportare nuovi servizi ma addirittura comporterà un ulteriore aggravio a carico della città».

«Il titolo della ricerca "La ricchezza dell'Atac", volutamente provocatorio - ha detto Giovanni Caudo - vuole subito mettere in risalto la ricchezza, reale e simbolica, di questo patrimonio a fronte dei problemi finanziari dell'azienda. Noi crediamo che non ci possa essere valorizzazione senza progetto, che non ci possa esser valorizzazione senza contesto e senza abitanti e che non si possa farlo senza un pensiero che testimoni il significato che queste aree pubbliche hanno avuto nella costruzione delle infrastrutture della città».

I numeri della dismissione
Sono complessivamente 14 gli immobili oggetto della valorizzazione, in prevalenza fabbricati. La lista - che appare anche sulle delibere pubblicate fino allo scorso 2011 che hanno autorizzato l'avvio delle procedure dismissione - include le 3 autorimesse attualmente dismesse di San Paolo, Vittoria e Piazza Ragusa, le 2 rimesse ancora operative a Trastevere e Portonaccio, quattro aree libere al Centro Carni, Garbatella, Cardinal De Luca e Acilia (suscettibili di "atterraggi" compensativi di premi volumetrici maturati sulle trasformazioni, 3 sottostazioni elettriche di Nomentana, San Paolo ed Etiopia, un'area senza progetto di valorizzazione a Cave Ardeatine e, infine, un complesso uffici a Via Tuscolana. La ricerca Labic ha stimato in quasi 180mila metri quadrati la superficie utile lorda realizzabile per un valore monetario stimato in 630 milioni di euro.


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