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Eco-mostro addio: lo scheletro diventa polo multifunzionale

Massimo Frontera

Il concept scelto sulla base di una competizione di idee privata promosso da Idea Verde Srl. Nel complesso negozi, uffici, abitazioni e un hotel

Di eco-mostri e opere incompiute ce ne sono anche nell'efficiente Nordest. Solo che – a differenza di altre Regioni d'Italia – si trova più spesso il modo di rimediare. A Villorba, nel trevigiano, grazie all'iniziativa privata, a un'architettura di qualità e alla dialettica con l'amministrazione, si è da poco concluso definitivamente un caso che dopo essere finito sui giornali era sulla buona strada per andare anche sui libri. Di Storia.
Inizialmente avrebbe dovuto ospitare un centro commerciale, ma dal 1989 lo scheletro di travi e pilastri in cemento armato – realizzato dalla Edilbasso, oggi in liquidazione – è rimasto in bella vista e in totale abbandono lungo la strada che collega Villorba alla statale Pontebbana. Agli inizi degli anni 2000 Idea Verde Srl è subentrata nell'operazione, coinvolgendo da subito lo studio milanese Marco Piva.
«Era una struttura prefabbricata – ricorda l'architetto milanese – tra l'altro un sistema anche interessante dal punto di vista strutturale, che doveva ospitare un grande centro commerciale, in un piano di dimensione provinciale. A un certo punto la Regione pare abbia dato lo stop all'intervento». «Il nuovo proprietario ha comprato il terreno e lo scheletro e, per proseguire, ha dovuto rispettare nuove norme in materia di pianificazione».
Il promotore, racconta sempre Piva, ha lanciato un concorso di idee privato ristretto a tre operatori, chiedendo una proposta per il recupero della struttura. «La nostra proposta – aggiunge Piva – è quella che è piaciuta di più». Cancellata la monofunzione commerciale, lo studio ipotizza un mix che ha un'importante componente di hospitality (un hotel 4 stelle di 74 camere) con anche una componente residenziale (50 unità abitative con servizi alberghieri) e 21 residenze private («ville pensili», precisa Piva). Ci sono anche negozi, un centro benessere con piscina, uffici, sala convegni, ristorante, aree per l'artigianato e quasi 500 posti auto.
Cucire l'intervento non è stato semplice. «Ci siamo dedicati con una pazienza infinita e abbiamo avuto difficoltà continue», rievoca Piva.
L'impegno dell'architetto è stato anche quello di conciliare le varie e diverse funzioni – di matrice privata e collettive – con una struttura edilizia, tutto sommato semplice, data da un grande complesso su quattro livelli e sviluppato in orizzontale. Il risultato è un landscaping omogeneo che cerca una nuova armonia con il territorio e in cui anche il verde è stato utilizzato come elemento architettonico. In sintesi lo sforzo è stato quello di trasformare l'ex eco-mostro in un luogo di passaggio ma anche un posto dove può essere piacevole vivere.
Oltre allo studio Marco Piva (per la progettazione architettonica), hanno lavorato al progetto anche Tecnobrevetti (progetto strutturale) e studio Vincenzo Conte (impianti tecnologici).
www.studiomarcopiva.com


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